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STRAGE
Traini condannato a 12 anni

RAID RAZZISTA - La sentenza emessa oggi alle 17,24 dalla Corte d'assise di Macerata. I commenti a caldo dell'imputato («Ci sta»), del suo legale e del procuratore Giovanni Giorgio (servizio in aggiornamento)
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Traini oggi pomeriggio all’uscita dal tribunale dopo la sentenza

 

di Gianluca Ginella

(foto di Fabio Falcioni)

Luca Traini condannato a 12 anni per strage. La sentenza oggi alle 17,24. Il 29enne era imputato per il raid razzista dello scorso 3 febbraio, quando ferì sei africani per le strade di Macerata, sparando con la sua Glock calibro 9. La Corte d’assise di Macerata ha emesso la sentenza in due ore e mezza. «Ci sta», il commento di Traini in aula. Soddisfatto il procuratore Giovanni Giorgio: «Condannato secondo le mie richieste, riconosciuta l’ipotesi di strage». Il difensore di Traini, Giancarlo Giulianelli: «Faremo appello, ci sono margini in particolare sulla contestazione della strage».

La discussione del processo con rito abbreviato era iniziata alle 9, con le dichiarazione spontanea del 29enne. Leggendo sei foglietti scritti a mano si era detto pentito per quanto fatto e aveva chiesto scusa. «Il pensiero di colpire chi potesse essere uno spacciatore, un venditore di morte era prevalente – ha detto Traini in aula –. Dopo il mio arresto per settimane, per mesi, ho mantenuto invariato questo pensiero. Per questo sono stato additato di razzismo, ad oggi posso però affermare dal profondo del mio animo, che questo termine non mi è mai appartenuto. Dopo 8 mesi di detenzione ho constatato che il male è insito nell’uomo, a prescindere dal colore della pelle. È giusto e doveroso scusarmi con le vittime per il male provocato loro, lo faccio, perché da uomo e cittadino sento in sincerità, di farlo».

Dopo le dichiarazioni di Traini, la parola è passata al procuratore Giovanni Giorgio per la requisitoria. L’accusa aveva chiesto la condanna a 12 anni per strage con l’aggravante dell’odio razziale. Il procuratore nel complesso ha ritenuto che tutti i reati contestati portavano a una pena complessiva di 22 anni così divisi: 15 anni per strage più 3 anni per l’aggravante razziale, 2 anni per il porto abusivo d’armi, 6 mesi per il reato di esplosioni pericolose, 6 mesi per porto di munizioni in luogo pubblico, un anno per il danneggiamento. I 22 anni scendono a 12 con la riduzione di un terzo per il rito e le attenuanti generiche (Traini è incensurato). Tredici le parti civili al processo. Si sono costituiti i sei feriti, due persone contro cui Traini aveva sparato mancandole, il Pd di Macerata e poi il titolare del Terminal, una donna la cui auto venne danneggiata da uno sparo, il comune di Macerata, il titolare della discoteca Babau. Alla lettura delle sentenza era presente anche il sindaco di Macerata Romano Carancini. La discussione si era conclusa con l’arringa della difesa, sostenuta dall’avvocato Giancarlo Giulianelli. «Il reato di strage non c’è, al massimo si può parlare di tentato omicidio e solo per due delle parti offese. Per gli altri 4 feriti dalle perizie è emerso che non hanno rischiato di essere uccise per i punti in cui sono state colpite  – aveva detto il legale –. Sull’odio razziale: la discriminazione per l’altrui criminalità non è discriminazione per l’altrui diversità. Non ha agito per odio razziale. Lui ce l’ha con gli spacciatori».

(servizio in aggiornamento)

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