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Piano socio-sanitario in stand by.
Mdp: «Ceriscioli lasci la delega
e si acceleri il percorso»

SANITÀ - Il documento programmatico è ancora in fase di elaborazione all'Ars: pronto forse entro l'anno. Il consigliere di maggioranza Busilacchi: «Serve una linea politica ed un nuovo assessore che sostituisca Ceriscioli».
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Luca Ceriscioli e Gianluca Busilacchi

 

 

di Martina Marinangeli

Piano socio-sanitario ancora da redigere: Art 1-Mdp incalza la Giunta regionale per accelerare i tempi e torna a chiedere un assessore alla Sanità, ruolo ad oggi ricoperto dal governatore, Luca Ceriscioli. Il consigliere regionale, Gianluca Busilacchi, ed il coordinatore regionale, Massimo Montesi, come rappresentanti di un partito di maggioranza, hanno lanciato un appello all’Esecutivo targato Pd affinché licenzi il documento programmatico che detta la linea politica nel settore sanitario regionale entro ottobre, in modo tale che «la Commissione sanità abbia tempo sufficiente per fare le audizioni e il Piano possa avere effetto già nel 2019. Altrimenti arriverà in Aula per il voto agli sgoccioli di questa Legislatura e non avrebbe senso».

Attualmente è in vigore, in regime di proroga, il Piano sanitario scaduto nel 2014 che «ha una linea condivisibile, ma ci sono troppe partite ferme − osserva Busilacchi −: gli ospedali di comunità, ad esempio, ma anche le reti cliniche, sulle quali non abbiamo sufficienti informazioni e dati, e la rete di emergenza». Nodi da sciogliere, insieme a quello di un assessore alla Sanità che non sia uno e trino. «Il governatore Ceriscioli è anche vice commissario alla ricostruzione − fa notare il consigliere −: ha tanti impegni ed inevitabilmente finisce per delegare le scelte in ambito sanitario ai tecnici e questa è una cosa che scontiamo. Serve una linea politica». Una visione d’insieme che dovrebbe essere contenuta proprio in quel Piano che stenta a vedere la luce. «Un gruppo ristretto di tecnici dell’Azienda regionale sanitaria − fa sapere il presidente della commissione Sanità, Fabrizio Volpini − sta in questi giorni predisponendo il Piano, che la giunta farà proprio e trasmetterà alla commissione per le audizioni e le eventuali modifiche. Speriamo di chiudere il percorso entro fine anno, anche se sarà dura». Negli scorsi mesi, per volontà della Giunta, lo stesso Volpini e la dirigente del servizio Sanità, Lucia Di Furia, hanno avuto una lunga serie di incontri con stakeholder e attori del settore sanitario per avere suggerimenti e mettere a fuoco le richieste del territorio. Incontri che si sono chiusi lo scorso venerdì con le conferenze dei sindaci a Fermo ed Ascoli Piceno. Uno dei punti qualificanti del Piano sarà il rapporto pubblico-privato, ed è su un punto preciso di questo difficile equilibrio che Mdp mette un’ipoteca: «i medici che hanno scelto di operare in regime di intramoenia (ovvero, prestazioni erogate al di fuori del normale orario di lavoro, a fronte del pagamento da parte del paziente di una tariffa, pur restando all’interno dell’ospedale, ndr) devono essere vincolati alla produttività − puntualizza Montesi − cioè al numero di prestazioni, e non all’orario: possono fare attività privata solo dopo aver esaurito il numero di prestazioni richieste dal pubblico. È già così in Toscana ed Emilia Romagna».

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