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Congresso Pd, asse dei sindaci
Mancinelli: «Ceriscioli sì,
ma faccia le Primarie»

ANCONA - Il primo cittadino del capoluogo all'iniziativa che ha promosso insieme al suo collega di Macerata, Romano Carancini, e ad altri amministratori del territorio guarda alle Regionali del 2020. Ma prima l'appuntamento con il congresso regionale, del quale non è stato ancora fissata la data. «Non vogliamo avanzare una candidatura, ma proporre una linea politica»
mercoledì 10 Ott 2018 - Ore 20:53
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In piedi l’ex parlamentare Emanuele Lodolini, e da sinistra, il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli, ed il sindaco di Macerata, Romano Carancini

 

Ceriscioli bis, ma non senza passare dalle Primarie. Il sindaco di Ancona Valeria Mancinelli guarda alle Regionali del 2020 ed è pronta a scommettere sul secondo mandato del presidente della Regione ed a sostenerlo, non senza che prima siano indette le Primarie. «Credo che si debba seguire il percorso intrapreso ad Ancona o Macerata o ancora Recanati per l’individuazione del candidato sindaco. Io sosterrò Ceriscioli e saremo in parecchi a farlo» ha dichiarato il primo cittadino del capoluogo alla Dire. Prima però il congresso regionale del partito – del quale però ancora non si conosce la data – per il quale Mancinelli, insieme al sindaco di Macerata, Romano Carancini, e ad altri amministratori del territorio, è già in campo, pronta a presentare una “mozione dei sindaci”. Oggi ad Ancona la prima iniziativa promossa anche dalla lista civica del sindaco Mancinelli Ancora x Ancona: “Il futuro del Pd delle Marche. Verso il congresso regionale”. «Non vogliamo avanzare una candidatura ma proporre una linea politica», il leitmotiv della riunione al Conero Break.

Mancinelli, forte della sua riconferma alla guida del capoluogo dorico, assurto a modello nazionale, ripropone quello che è ormai un tratto distintivo della sua retorica politica: «Vogliamo che il congresso regionale del Pd discuta di come rilanciare le Marche e non si riduca a una discussione sul nulla o su alleanze astratte − spiega alla Dire Mancinelli −. Serve una forte discontinuità col passato. Vogliamo costruire un nuovo gruppo dirigente che definisca una vera piattaforma politica-programmatica per la Regione Marche». Tra cui la scelta del candidato alle prossime Regionali.

Bacchetta il Pd regionale per l’autoreferenzialità e la distanza con i cittadini, Romano Carancini, sindaco di Macerata, città che andrà anch’essa al voto nel 2020. «Amministrative 2019 e Regionali 2020 sono due appuntamenti importanti che ci attendono − ha affermato Carancini −. Con questa iniziativa cerchiamo di capire da dove ripartire. Un momento di confronto in vista del congresso. Io credo che si debba ripartire dai sindaci per la loro credibilità e la capacità di rapportarsi con le persone. La crisi del Pd è dovuta al desiderio di autosufficienza ed all’autoreferenzialità: due aspetti che i sindaci non possono permettersi. Le ultime vicende regionali − ha proseguito − ci lasciano di stucco perché rischiano di dissolvere la possibilità che abbiamo rispetto ai futuri passaggi. Dobbiamo ripartire dallo spirito di squadra e dalla condivisione delle problematiche. La polemica tra Volpini e Ceriscioli denota l’assenza di una regia politica regionale». Anche per Carancini nessun dubbio sulle Primarie per la scelta del candidato governatore.  «La mia idea è scritta nella mia storia ossia primarie sia per il primo che per il secondo mandato. Penso che anche chi ha governato per cinque anni debba misurarsi con le persone. Non è un modo per condannare o giudicare l’operato di Ceriscioli ma una necessità di rimettersi al volere dei cittadini. Può essere occasione per rafforzarsi». Tra i presenti anche gli ex parlamentari dem Piergiorgio Carrescia e Emanuele Lodolini. «Più che un congresso serva uno choc nelle Marche per svegliarsi dal torpore in cui siamo caduti col congresso 2014» spiega Lodolini, mentre Carrescia nel suo intervento ha sottolineato la necessità di un partito non piegato sull’amministrazione ed in grado di elaborare una linea politica, esortando l’esecutivo regionale «ad uscire dalla torre nella quale si è chiuso».

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