facebook rss

Crac Banca Marche: a processo
Bianconi e gli ex vertici
Assolto il collegio sindacale

RINVIATE A GIUDIZIO dal gup di Ancona 13 persone: oltre all'ex dg, anche Michele Ambrosini, Lauro Costa e Giuliano Bianchi. Tra le accuse, a vario titolo, quella di bancarotta fraudolenta e falso in prospetto. Assolti perché il fatto non costituisce reato Franco D'Angelo, Marco Pierluca e Piero Valentini. Per loro, la procura aveva chiesto 7 anni e mezzo di reclusione. Delusi i risparmiatori accorsi in tribunale - VIDEO
martedì 13 Nov 2018 - Ore 12:33
Print Friendly, PDF & Email

Avvocati  e parti civili fuori dall’aula d’udienza

 

I risparmiatori attorno all’avvocato Canafoglia

 

di Federica Serfilippi

Crac Banca Marche: gli ex vertici dell’istituto di credito finiscono a processo. Assolti i tre componenti del collegio sindacale. È questo l’esito dell’udienza preliminare terminata questa mattina al quinto piano del tribunale, preso d’assalto da avvocati e un centinaio di risparmiatori, la maggior parte dei quali riuniti nell’Unione Nazionale Consumatori rappresentata dall’avvocato Corrado Canafoglia. Proprio le parti civili hanno storto il naso alla lettura del verdetto da parte del giudice. Mugugni e brontolii hanno fatto seguito alla frase “assolti perchè il fatto non costituisce reato” in merito alle posizione dei componenti del collegio sindacale: Franco D’Angelo, Marco Pierluca, Piero Valentini, tutti difesi dall’avvocato Salvatore Santagata. Erano gli unici (di tutti i 16 imputati) ad aver scelto il rito abbreviato. Per loro,  il pool di pm composto da Marco Pucilli, Andrea Laurino e Serena Bizzarri aveva chiesto sette anni e mezzo di reclusione per quattro reati: bancarotta fraudolenta, falso in bilancio, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza. Tutte contestazioni che, a vario titolo, condividono con buona parte degli ex vertici di Medioleasing e Bdm finiti a processo. La prima udienza è stata fissata per il prossimo 9 maggio, alle ore 10.  Il rinvio a giudizio è stato disposto per Michele Giuseppe Ambrosini, presidente cda di Banca Marche dal 6 maggio 2009 al 27 aprile 2012, e presidente del cda di Medioleasing dal 2009 al 2012; Paolo Arcangeletti,  dirigente di Banca Marche, dal febbraio 2010; Giuseppe Barchiesi, direttore generale Medioleasing dal giugno 2005 a ottobre 2012; Massimo Battistelli,  capo area crediti Bm da febbraio 2005 a marzo 2011; Giuliano Bianchi, componente cda e del comitato esecutivo Bm dal 3 maggio 2006 al 27 aprile 2012 e inseguito consigliere fino ad aprile 2013; Massimo Bianconi,  direttore generale da 10 aprile 2004 al 13 settembre 2012 e consigliere Medioleasing da 11 settembre 2006 al 21 maggio 2012; Bruno Brusciotti  componente cda 2006-2012; Lauro Costa,  presidente cda di Bm dal 3 maggio 2006 al 30 aprile 2009, vicepresidente da 6 maggio 2009 al 27 aprile 2012, presidente del cda di Medioleasing dall’11 settembre 2006 al 13 maggio 2009; Daniele Cuicchi, capo servizio commerciale Medioleasing (2005-2013);  Claudio Dell’Aquila, consigliere Medioleasing dal 2006 al 2013; Giuseppe Paci, capo servizio concessione crediti Bm (2005 al 2013); Tonino Perini, vice presidente cda Bm (da maggio 2006 al 2012); Stefano Vallesi, capo direzione centrale crediti di Bm dal 2004 al 6 marzo 2007, direttore centrale commerciale di Bm da febbraio 2007 al settembre 2009, vice direttore generale Area mercato di Bm da primo agosto 2009 al febbraio 2013, consigliere di Medioleasing da maggio 2012 a gennaio 2013

LE REAZIONI ALLA SENTENZA.  Palpabile la delusione da parte degli ex clienti di Banca Marche nelle vesti di risparmiatori e azionisti, arrivati in massa in tribunale. Di sicuro, si aspettavano un esito diverso rispetto all’assoluzione decretata dal giudice per il trio del collegio sindacale. «Oggi è una sconfitta − ha affermato Giacomo Frattesi, azionista di Falconara −. Sentirsi dire che il fatto non costituisce reato è abbastanza demoralizzante». «Non ci aspettavamo questa sentenza − hanno detto Gilberto Picchi e Antonio Fratini di Pergola −, siamo molto amareggiati e delusi, ma ora aspettiamo il dibattimento. È quello che tiene viva un po’ la nostra speranza. Da un giorno all’altro ci siamo trovati con le azioni polverizzate. Non abbiamo più nulla». Le motivazioni del verdetto saranno rese note entro 90 giorni. Dopo quel momento, la procura deciderà se impugnare la sentenza e presentare ricorso in appello. Il procuratore capo Monica Garulli: «La formula assolutoria sta ad indicare la sussistenza del reato nei suoi elementi oggettivi, ma il passaggio logico è stato quello di ritenere che l’omesso controllo operato dai giudici sull’operato degli amministratori non abbia avuto una condotta dolosa». Soddisfatto l’avvocato Santagata, difensore del trio che ha voluto procedere con il rito abbreviato: «L’assoluzione era doverosa per tre professionisti che sono stati tenuti sulla graticola inutilmente. Il giudice Cimini ha dimostrato grande onestà intellettuale, perché la sua non era una decisione facile visto il clima che si è creato attorno a questo processo».

L’avvocato Santagata

(servizio aggiornato alle 15.50)

 

Print Friendly, PDF & Email
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page



X