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Sos inquinamento: Falconara sito a rischio
Bonifica urgente, i soldi ci sono
ma i progetti restano al palo

AMBIENTE - Il comune rientra nei 58 Siti di interesse nazionale dove l'inquinamento è talmente alto da comportare un elevato rischio sanitario. Nel mirino non solo la raffineria Api ma anche l'area dell'ex Montedison. Nel sito è stata registrata la presenza di metalli pesanti, idrocarburi, solventi leggeri, solo per citarne alcuni. Il 5 dicembre è previsto un tavolo tecnico regionale per definire quanto necessario per portare a termine l'iter di bonifica, ancora solo all'inizio, nonostante i 3,2 milioni di finanziamenti
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di Martina Marinangeli

Sos inquinamento. Anche Falconara rientra tra i cosiddetti Siti di interesse nazionale (Sin), ovvero quelle aree in cui l’inquinamento è considerato talmente grave da comportare un elevato rischio sanitario. Da un’inchiesta svolta dal Corriere della Sera a livello nazionale sulle aree del Paese che necessitano un’urgente bonifica, è emerso che il Sin di Falconara si estende per 108 ettari ed il suo risanamento è di competenza del ministero dell’Ambiente, che ha stanziato finanziamenti per oltre 3,2 milioni (3.272.727), a fronte di bonifiche, però, decisamente scarse. Si parla dello 0% per quanto riguarda i terreni e dell’1% per quanto riguarda la falda acquifera. Un problema che accomuna ben 58 siti in Italia, tutti assestati su percentuali simili, nonostante si parli di bonifiche dalla fine degli anni ’90.

«Quelle per la bonifica sono procedure complesse e stiamo lavorando su Falconara – aggiorna la road map il direttore tecnico-scientifico dell’Arpam, Stefano Orilisi –. Il Sito di interesse nazionale presenta diverse aree, tra cui quella della raffineria Api e quella dell’ex Montedison. L’inquinamento è dato da diversi agenti, a seconda delle attività produttive che insistono su quelle aree, e si va dai metalli pesanti agli idrocarburi ai solventi leggeri, per citarne alcuni. Il procedimento di bonifica – conclude – prevede diversi step: la caratterizzazione, l’analisi del rischio e, infine, il progetto di bonifica vero e proprio. Richiede tempo». Nell’attesa, la Regione ha fissato per il 5 dicembre un tavolo tecnico per definire quanto necessario per portare a termine tutto l’iter che conduce alla definitiva bonifica del Sito.

Gli uffici di palazzo Raffaello fanno sapere che, dall’accodo di programma tra il ministero dell’Ambiente, la provincia di Ancona, il Comune di Falconara e l’Arpam, sono previste diverse azioni, tutte in corso, anche se a velocità diverse. In primis, la bonifica di due siti contaminati di competenza pubblica, con attività in capo a Regione ed Arpam – ovvero il campetto sportivo nell’area di proprietà della parrocchia Santa Maria della neve e San Rocco, e l’area comunale adiacente al sottopasso di via Monte e Tognetti – dove, allo stato attuale, resta da eseguire l’integrazione di indagini ambientali per completare gli interventi di bonifica (in gran parte realizzati per il campetto, da realizzare nell’altra area). Una seconda attività, pressoché completata da parte dell’Arpam, riguarda i campionamenti e le analisi del suolo e della falda acquifera per determinare i valori di fondo naturale nell’area sottesa al perimetro del Sito di interesse nazionale: ciò risulta necessario per definire i valori-obiettivo da imporre ai vari responsabili della contaminazione per l’effettuazione della bonifica di loro competenza. La terza attività è invece quella legata al campionamento ed alle analisi dell’area marina costiera inclusa nel perimetro del Sito di interesse nazionale per evidenziare la necessità o meno di attivare una bonifica dell’area. Questa attività si è protratta nel tempo a causa di una modifica normativa intervenuta dopo il suo avvio, determinando modalità analitiche differenti da quelle precedentemente approvate.

Sulla questione è intervenuto oggi in Consiglio regionale anche il capogruppo Art 1-Mdp, Gianluca Busilacchi, che ha annunciato l’intenzione di chiedere una seduta aperta su Falconara e raffineria Api entro la fine dell’attuale legislatura, in scadenza nel 2020. «La situazione di salute dell’area peggiora e la politica regionale se ne deve occupare in modo serio. Inoltre, tra maggio e giugno del 2020, scadono le concessioni all’Api: avrebbe senso che fosse l’attuale legislatura a discuterne, e non quella eletta proprio in quel periodo». Il tema del rinnovo delle concessioni alla raffineria sarà oggetto anche dell’incontro pubblico a Falconara di domani sera, organizzato dai comitati Mal’Aria, Ondaverde Onlus, Trivelle Zero e Italia Nostra, a cui sono stati invitati tutti i consiglieri regionali.

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