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Allarme sette sataniche,
don Aldo Bonaiuto:
“Il fenomeno è in crescita”

IL SACERDOTE del servizio Antisette della comunità 'Papa Giovanni XXIII, già esorcista della Diocesi di Fabriano-Matelica, lo ha evidenziato oggi pomeriggio davanti alle telecamere de 'La Vita in diretta'. Nell'ultimo anno la sua associazione ha registrato una crescita del 65% del numero delle segnalazioni e il 32% arriva dal Centro Italia
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Don Bonaiuto oggi pomeriggio a La Vita in Diretta

E’ tornato a parlare del tenebroso mondo delle sette sataniche oggi pomeriggio a ‘La vita in diretta’, don Aldo Bonaiuto, già esorcista della diocesi di Fabriano-Matelica e da anni referente del servizio Antisette della Comunità Papa Giovanni XXIII fondata da Don Oreste Benzi. Al microfono della conduttrice del programma pomeridiano di Rai Uno, Francesca Fialdini, il sacerdote ha sottolineato che nell’ultimo anno la sua associazione ha registrato una crescita esponenziale, pari al 65%, del numero delle segnalazioni con contatti in prevalenza dal Nord Italia (39%), seguiti a ruota dal Centro (32%) e dal Sud (29%).  Dai primi anni del 2000 don Bonaiuto è autore di numerose pubblicazioni di settore ed è consulente della Polizia di Stato per il Servizio AntiSette (numero verde 800-228866 ) che punta a contrastare il fenomeno e ogni nuova forma di schiavitù nel nostro Paese. La task force messa in piedi in tutta Italia dal sacerdote collabora con la direzione anticrimine centrale della Polizia e indaga su guru, santoni e sedicenti occultisti attraverso la SAS, acronimo che sta per Squadra anti-sette.

Con l’aiuto di tutte le Squadre Mobili delle Questure d’Italia, la SAS monitora il mondo dell’occulto, raccogliendo e analizzando segnalazioni e dati, pronta a intervenire in aiuto delle persone fragili e irretite . “Per uscire da questi percorsi, da una setta, ci vuole tanto tempo perché c’è paura di essere trovati e soprattutto bisogna superare il marchio della vergogna. – ha ricordato don Bonaiuto – Chi è entrato in questi meandri infernali ha lasciato i propri cari, rinunciando a tutto e nel momento in cui scopre di essere stato ingannato o di essere deluso è difficile tornare indietro perché c’è la paura di non essere più accettati dai familiari, anche se si chiede perdono. La nostra comunità li accompagna ma siamo ancora troppo pochi a occuparci di questi fenomeni. Oltre alla Polizia di Stato mi auguro che altre istituzioni possano affrontare il problema che nulla ha a che fare con la libertà di culto. Ci sono sette dove vengono formulati sincretismi paranoici, dove si immischia tutto, Gesù, il Karma. Queste sono truffe – ha rimarcato il sacerdote – che nulla hanno a che fare con la religione e una ricerca serena del trascendente. Soprattutto nessuno pensi che possa accadere solo a persone di scarsa cultura perché in momenti di grande fragilità, tutti possono finire in una setta”

Alfredo Fabbrocini, della Polizia di Stato ha parlato poi del vuoto normativo che non aiuta a combattere il fenomeno. “La setta in quanto tale non è reato ma lo può diventare a seconda di come viene declinata all’interno – ha spiegato – e i reati devono essere dedotti dal racconto delle vittime. Possono oscillare dalla violenza sessuale, al plagio, fino alla pedofilia. I dati sono in aumento e purtroppo la Polizia non ha la stessa capacità di penetrazione come possono invece avere le associazioni. Da noi si avvicina solo chi ha il coraggio di denunciare tramite la collaborazione di parenti e amici”.

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