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Questione sicurezza?
La Prefettura: «I reati sono diminuiti»

ANCONA - Seduta aperta del Consiglio comunale sul tema caldo, durante la quale sono intervenute istituzioni e associazioni. La comandante della Municipale Rovaldi: «Non siamo la Polizia di Stato». Sindacati spaccati sull'uso del taser e opposizioni in rivolta per il rinvio del voto sulle mozioni al 17 dicembre
mercoledì 5 Dic 2018 - Ore 23:35
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di Martina Marinangeli

Questione sicurezza ad Ancona? All’indomani dell’aggressione ai danni di un agente della polizia municipale e di alcuni passanti, lo scorso mese in centro, si è deciso di indire per oggi una seduta aperta del Consiglio Comunale alla quale hanno preso parte forze dell’Ordine, associazioni di categoria e sindacati della polizia per sviscerare una tematica molto sentita dai cittadini, che non si sentono più tranquilli per le strade della propria città.

Dai dati riportati in Aula dal vice prefetto di Ancona, Clemente Di Nuzzo, però, i reati sono sensibilmente scesi tra il 2015 ed il 2017: «Nell’ultimo triennio non sono stati perpetrati reati di particolare gravità ed efferatezza che abbiano destato allarme sociale e le statistiche consolidate relative all’andamento della delittuosità dal 2015 al 2017 nel capoluogo evidenziano una tendenziale diminuzione del numero complessivo dei reati commessi. Nel 2015 – fa il punto Di Nuzzo – avevamo un totale di reati di 5390, progressivamente ridotti fino ai 4725 del 2017: in termini percentuali, si tratta di un calo del -12%. Dato che si riscontra anche nel resto della Provincia, con un calo dell’11,8%. Per i furti, si è scesi del 19,6%, e per quelli in abitazione siamo a -15,3%. Le rapine sono diminuite in modo ancora più sensibile (-28,6%), così come le denunce per spaccio, calate del 27,7%». Trend positivo riscontrato anche per il 2018, benché i dati non siano stati ancora validati dalle autorità centrali. Un quadro confortante che però «non induce ad abbassare la guardia, specialmente per quanto concerne lo spaccio, ambito quest’ultimo oggetto di particolare attenzione per quanto riguarda il consumo tra i minori».

Taser per la Municipale? – Al di là dei dati, molti degli attori intervenuti oggi hanno chiesto di dotare la polizia municipale di armi come il taser, misura su cui persino i sindacati si sono spaccati: mentre Luca Talevi, Fp Cisl, e Vincenzo Marino, Ugl, sarebbero favorevoli alla sperimentazione dello strumento, Simone Morbidoni (Fp Cgil) non ne vede l’utilità e parla di un problema legato alla «percezione di mancanza di sicurezza», più che di insicurezza tout court. Di tutt’altro avviso Marco Gagliardi, segretario regionale Sulp, che invita a «smettere di giocare ai soldatini con gli agenti della Polizia Municipale, mandati a fare turni di notte disarmati». Tutti concordi, invece, sulla necessità di una maggiore formazione degli agenti, questione ribadita anche dalla comandante della polizia municipale di Ancona, Liliana Rovaldi: «Ne abbiamo bisogno e abbiamo già preso in mano la questione. Per il 2019 abbiamo previsto fondi per i corsi di formazione a tutto il personale per autodifesa ed uso della strumentazione in dotazione, come lo spray anti aggressione, il distanziatore (manganello) e strumenti di contenzione. Entro gennaio, inoltre, verrà bandito un concorso pubblico per l’assunzione di personale a tempo indeterminato, che inizierà con 15 unità nel 2019». Ma sul ruolo della polizia municipale va dritta al punto: «Noi non siamo la polizia di Stato o i carabinieri, ognuno deve fare ciò che gli compete». Dello stesso avviso, la sindaca Valeria Mancinelli, secondo cui la questione è: «Quello che i cittadini ci chiedono è avere più vigili in strada, non per rincorrere i rapinatori, cosa di cui si occupano polizia di Stato, ma per regolare meglio il traffico, evitare il parcheggio selvaggio, evitare l’abusivismo dei venditori ambulanti, far chiudere i locali quando alle 3 di notte hanno la musica troppo alta. Per fare queste cose, qualcuno ragionevolmente pensa che servano le armi? − si chiede retoricamente –. No, servono più vigili ben addestrati».

La polemica – La seduta fiume si è chiusa con una sana polemica sulla gestione della giornata. Erano infatti state depositate diverse mozioni sull’argomento, la cui discussione è stata però rinviata al 17 dicembre. «Non è così che funzionano i Consigli comunali aperti – ha sbottato il capogruppo Fi, Daniele Berardinelli –. Venti interventi e alla fine non si decide niente, che senso ha?». Tra le mozioni, quella dei capigruppo di maggioranza che, tra le altre cose, prevede l’impiego di servizi di vigilanza e l’implementazione della videosorveglianza, quella di Altra Idea di Città, che punta più su welfare e integrazione per agire alla sorgente del problema, e quattro della Lega, per l’introduzione del Daspo urbano e del taser, per la stretta sulla vendita di alcolici, con sospensione a mezzanotte, e per una più capillare videosorveglianza.

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