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Monossido killer, disposta
l’autopsia sul corpo della bambina

SASSOFERRATO - La salma trasferita all'istituto di Medicina legale dell'ospedale di Torrette su disposizione della Procura. Dimesso dall'ospedale il fratellino della studentessa di 11 anni. I carabinieri hanno regalato le prime parole di conforto ai genitori, attivando subito i Servizi sociali per il sostegno psicologico alla famiglia. Il lutto ha investito l'intera comunità di Sassoferrato
venerdì 11 Gennaio 2019 - Ore 18:59
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Sarà l’autopsia a certificare le cause della morte di Beatrice, la bambina di 11 anni, avvelenata dal monossido di carbonio, che ha perso la vita stamattina nella sua abitazione di Aspro-Coldellanoce a Sassoferrato. Il Pm Valentina Bavai, il magistrato che coordina l’indagine, in tarda mattinata, ha infatti, disposto il trasferimento della salma all’istituto di Medicina legale dell’ospedale di Torrette per eseguire forse domani o nei prossimi giorni l’esame autoptico, importante per individuare o escludere anche eventuali responsabilità penali. E’ già evidente però che si è trattato di una tragica fatalità. I carabinieri della stazione di Sassoferrato, coordinati dal Comando Compagnia di Fabriano, dopo aver redatto e consegnato in Procura i verbali, anche quelli di sequestro della stufa a legna e di un locale della casa, attraverso un approfondito sopralluogo sono riusciti a focalizzare meglio quello che sarebbe accaduto.

Nell’abitazione,  non blindata da sigilli, al momento della disgrazia erano presenti 5 persone: oltre ai genitori e ai due figli, anche lo zio paterno. La stufa era sistemata al piano terra e collegata al sistema di riscaldamento. Nella stanza dei bambini, al secondo piano, passava invece la canna fumaria e proprio una fuoriuscita del gas letale da qualche fessurazione o un malfunzionamento della stufa, potrebbero aver causato il decesso dalla ragazzina, alunna della VB della Primaria ‘Brillarelli’ di Sassoferrato e la contemporanea intossicazione del fratellino di 7 anni, Victor. Il bimbo oggi pomeriggio è stato dimesso dall’ospedale di Fano dopo una seduta di camera iperbarica che ha riequilibrato i valori di ossigenazione del sangue.  Quello di Fano è l’unico centro (privato) di ossigenoterapia iperbarica attivo delle Marche. Resta invece ricoverata all’ospedale di Fabriano la madre dei due bambini, che stamattina aveva avvertito lievi sintomi di intorpidimento, tipici dell’inalazione di monossido di carbonio.

Nell’incertezza che accompagna inevitabilmente i tempi burocratici per l’espletamento delle pratiche, allo strazio dei familiari si è aggiunto il dispiacere di non poter ancora fissare data e luogo dei funerali. I militari che hanno soccorso questa famiglia di origine brasiliana ben integrata in città, hanno regalato le prime parole di conforto ai genitori e subito attivato i Servizi sociali del Comune di Sassoferrato per chiedere un eventuale supporto psicologico in queste ore di grande sofferenza. La morte di Beatrice è un lutto che ha  investito e ferito l’intera cittadinanza sassoferratese.

Monossido killer, muore bambina di 11 anni

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