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Antimafia, maxi sequestro:
indagini anche nel Maceratese,
confische a San Benedetto

OPERAZIONE RIVIERA - Il Gico della Guardia di finanza di Ancona ha dato esecuzione ad un provvedimento del tribunale di Teramo nei confronti di un 60enne foggiano che direttamente o indirettamente gestiva locali notturni e imprese immobiliari e edili in Abruzzo, Marche, Emilia Romagna e Lazio
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Sequestri quote societarie a San Benedetto, dove un uomo di 60 anni aveva quote in alcune società: le confische sono state eseguite dal Gico della Guardia di finanza di Ancona in applicazione della normativa antimafia. Le indagini sono arrivate anche a Macerata dove viveva uno dei soci (il figlio) del 60enne. I militari hanno agito su disposizione del Tribunale de L’Aquila, con i sequestri di numerosi beni immobili e mobili, per un valore complessivo di oltre 4,5 milioni di euro, che erano in possesso di F. R., 60 anni, della provincia di Foggia. L’operazione ha origine da meticolose indagini patrimoniali, eseguite dagli specialisti del Gruppo investigazione criminalità organizzata (Gico) del Nucleo di polizia economico-finanziaria, nei confronti di F. R., da anni stabilmente radicato nel Teramano. L’uomo, secondo i militari delle Fiamme gialle era dedito da circa 30 anni alla commissione di gravi reati: usura, estorsione, gioco d’azzardo, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, prostituzione. Inoltre è indiziato di trasferimento fraudolento di valori. Il sequestro preventivo riguarda 19 immobili, otto appezzamenti di terreno e quote di 14 società di diverse province: Teramo, L’Aquila, Rimini, Roma, Ascoli, disposto dal tribunale di Teramo nel giugno 2017 nell’ambito dell’operazione Riviera. In provincia di Ascoli, a San Benedetto, l’uomo aveva quote in 3 società che gestivano night e imprese immobiliari. Le indagini avevano preso spunto dalle importanti attività commerciali e iniziative imprenditoriali che nell’ultimo ventennio avevano consentito al 60enne di acquisire direttamente o per interposta persona (familiari e prestanome), il controllo e la gestione di un reticolo societario, dispiegato attraverso l’Abruzzo, le Marche, il Lazio e l’Emilia Romagna, mediante il quale F. R. operava nel settore dell’intrattenimento, con la gestione di locali notturni e in quello immobiliare ed edile. La meticolosa ricostruzione della posizione reddituale e patrimoniale dell’uomo del proprio nucleo familiare e delle società ad essi riconducibili, ha evidenziato una chiara sproporzione tra quanto fiscalmente dichiarato e l’elevato tenore di vita che avevano e l’ingente patrimonio che detenevano, direttamente o indirettamente che è stato confiscato a conclusione di un procedimento di prevenzione instaurato e coordinato dalla Direzione distrettuale antimafia de L’Aquila.

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