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Taglio del nastro
per la ‘Casa di Emma’

JESI - Sabato l'inaugurazione della struttura gestita dalla Asp 9 che ospiterà quattordici persone con disabilità intellettiva residenti tra Jesi e i venti Comuni della Vallesina di età compresa tra i 18 ed i 35 anni
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Prende forma l’esperienza del vivere “fuori casa” per alcuni giorni al mese in un percorso di lento e graduale distacco dal contesto familiare, di quattordici persone con disabilità intellettiva residenti tra Jesi e i venti Comuni della Vallesina di età compresa tra i 18 ed i 35 anni. Il progetto dell’Azienda Servizi alla Persona parte dal presupposto che l’autonomia (anche abitativa) è un prerequisito importante per favorire l’inserimento sociale, lavorativo ed in genere per rispondere ai bisogni dell’età adulta di persone con disabilità intellettiva. E così sabato prossimo, alle ore 11, in Viale Puccini 1 si inaugurerà la “Casa di Emma”, dove si sperimenterà l’essere autonomi ovvero il riconoscersi grandi e sentirsi tali condividendo il vivere insieme in una casa che non sia quella dei propri genitori, della propria famiglia.

Con la “Casa di Emma” – che prende il nome dalla signora che con una donazione ha lasciato l’appartamento all’Azienda Servizi alla Persona – si rafforza la convinzione che condividere una abitazione abbia l’importante compito di sostenere la costruzione di una identità personale da adulto in cui le persone con disabilità intellettiva traggano la motivazione per crescere e autodeterminarsi. Un progetto, questo, elaborato in collaborazione con il distretto dell’Asur e la Coos Marche, che mediante proprio personale gestisce l’appartamento. L’esperienza è iniziata con l’affitto di un primo appartamento situato in Viale del Lavoro ed ora si allarga con questo secondo appartamento improntando così un modello di autonomia diffusa che fa del territorio, del quartiere e del “vicinato” il suo punto di forza. La realizzazione del progetto è stata possibile grazie a diverse collaborazioni, come il Rotary, Cat Impianti e Coltorti Tende di Jesi La “Casa di Emma” rappresenta la volontà di proseguire ed è la testimonianza che “se puoi sognarlo, puoi farlo” così come hanno dimostrato, in questi anni, le famiglie e i disabili stessi.

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