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Pedemontana e crisi Astaldi,
l’appello della Cgil:
«Evitiamo l’incompiuta»

MASSIMO DE LUCA, della Fillea, sui problemi derivanti dal concordato preventivo chiesto dalla Astaldi: « Speriamo si possa trovare al più presto una soluzione, in modo che i commissari ed il tribunale possano far riprendere i lavori»
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Massimo De Luca

 

Due ditte del maceratese, con circa settanta dipendenti complessivi, che lavorano nei cantieri Quadrilatero per il raddoppio della Statale 76 Ancona-Perugia e la Pedemontana Fabriano-Muccia, date in appalto alla Astaldi, per il momento non possono lavorare perché dalla scorsa estate i cantieri sono fermi, i lavoratori sono sotto cassa integrazione e con stipendi arretrati. A denunciare la loro difficile situazione è Massimo De Luca, della Fillea-Cgil di Macerata. «Nel recente incontro tra i presidenti di Marche ed Umbria, con Quadrilatero ed Anas, è stato ribadito che le aziende marchigiane ed umbre che lavorano per Astaldi, devono riscuotere 40 milioni di euro, dagli appalti. La Astaldi è andata in concordato preventivo e le aziende stanno tentando di far riconoscere questi crediti privilegiati, per garantire la ripartenza di questi lavori – spiega De Luca – evitiamo l’incompiuta. Speriamo si possa trovare al più presto una soluzione al concordato preventivo Astaldi, in modo che i commissari ed il tribunale possano far riprendere i lavori, andando avanti con i tratti già appaltati». Il sindacalista sottolinea quindi l’importanza della Pedemontana. «Si parla molto della Ancona-Perugia, ma non dimentichiamo che è stato già autorizzato qualche tratto della Pedemontana Fabriano-Muccia, i lavori nella zona di Matelica avevano già avuto un avanzamento di oltre il 30% e sono ormai fermi da giugno, luglio dell’anno scorso. Questa è un’arteria fondamentale per l’Alto Maceratese disastrato dal sisma – conclude De Luca – è importante che sia completata perché il collegamento viario della montagna è un modo per dare la possibilità di far ripartire le aziende, necessario per la ricostruzione collegare la parte interna della provincia. Sarebbe positivo portare avanti il progetto di dare un collegamento moderno tra Visso ed il resto del mondo, con la galleria ed il percorso di collegamento con la Statale 77. Non si deve stravolgere il territorio montano, ma serve un minimo di sistema viario funzionale, per far ripartire l’economia e la vita delle comunità locali».

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