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Crisi Astaldi, Romagnoli (Cna):
“Noi esclusi dell’ultimo vertice”

FABRIANO – Il presidente dell’associazione di categoria di Fabriano si dissocia dalle proposte emerse nella riunione istituzionale Marche-Umbria di mercoledì scorso e non appoggia la prospettiva di una revoca dell’appalto. “Così si dilateranno i tempi per la conclusione dei lavori”
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Maurizio Romagnoli (Cna Fabriano)

Crisi Astaldi, il presidente della Cna di Fabriano, Maurizio Romagnoli, si dissocia completamente dai contenuti e dalle proposte emerse nella riunione tenutasi mercoledì 30 gennaio scorso presso la sede fabrianese della Comunità Montana. “Tale riunione, convocata non si sa bene da chi e a quali scopi, – commenta Romagnoli- si è tenuta in ‘gran segreto’ tra Regione Marche, Regione Umbria, Società Quadrilatero, Anas, Ance ed altri, mentre non sono stati convocati altri soggetti che hanno un ruolo importante nella rappresentanza delle attività e dei cittadini, come la Cna, Confindustria, la Confcommercio ed il sindaco di Fabriano. La Cna non appoggia la prospettiva di una revoca dell’appalto alla Astaldi, come sembra essere emerso nel corso dell’incontro, in quanto questa scelta potrebbe ritardare considerevolmente la ripartenza dei lavori, andando ad aumentare i disagi sia delle attività produttive sia dei cittadini di tutta l’area.

Cna inoltre tiene a ricordare che la richiesta, seppur opportuna, di provvedere quanto prima al pagamento delle imprese creditrici, così come è stata formulata nel corso dell’incontro suddetto, rischia di avere come conseguenza il dilatare e compromettere per lungo tempo la conclusione dei lavori”.

Cna infatti conosce bene la situazione economico-finanziaria di Astaldi e, proprio per questo, auspica che “il sistema bancario – chiude il presidente dell’associazione di categoria di Fabriano, Maurizio Romagnoli- conceda supporto finanziario alla ripresa dei cantieri e che le Regioni Marche e Umbria si facciano garanti con le banche per supportare le aziende in difficoltà, affinché si possa trovare una soluzione che garantisca alle imprese impegnate nei lavori di poter percepire il compenso pattuito nel progetto ma anche che i lavori possano riprendere il prima possibile per il bene di tutti”.

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