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Crac Banca Marche
«Nessun dolo del collegio sindacale»

ANCONA - E' questa la motivazione di fondo posta dal gup Carlo Cimini che lo scorso novembre ha assolto in abbreviato Franco D’Angelo, Marco Pierluca e Piero Valentini, accusati tra l'altro di bancarotta fraudolenta
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Foto d’archivio

 

«Non è configurabile il dolo» a carico degli ex componenti del collegio sindacale di Banca Marche. E’ questo il fondamento su cui si basa la sentenza che lo scorso novembre ha decretato l’assoluzione «perché il fatto non costituisce reato» nei confronti di Franco D’Angelo, Marco Pierluca e Piero Valentini. I tre, gli unici su 16 indagati che hanno deciso di procedere con il rito abbreviato, dovevano rispondere di bancarotta fraudolenta, falso in bilancio, falso in prospetto e ostacolo alla vigilanza. Per il collegio, difeso dall’avvocato Salvatore Santagata, i pm avevano chiesto sette anni e mezzo di reclusione. Le motivazioni del verdetto sono state ripercorse in 110 pagine dal gup Carlo Cimini. Stando al giudice, i sindaci – che avevano il potere di vigilare sulle decisioni prese dal cda in merito all’apertura delle linee di credito – avrebbero agito «in buona fede». E anzi, a fronte delle contestazioni dei funzionari di Bankitalia (autori di quattro ispezioni tra il 2006 e il 2011), il collegio sindacale non è rimasto inattivo, «ma ha preso atto delle evidenze segnalate dagli ispettori ed ha cercato di porvi rimedio». Inoltre, «non ha assunto un atteggiamento ostruzionistico volto a preservare lo status quo o, peggio ancora, a mistificare la realtà». Da parte del collegio «sono state prese delle iniziative che non hanno portato i frutti; detto questo, si possono muovere agli imputati delle censure in termini di diligenza, imperizia o imprudenza, ma non addebiti dolosi». Anche perchè, «i vari interlocutori aziendali addetti ai controlli interni non hanno mai rappresentato situazioni allarmanti o critiche nell’area della concessione, monitoraggio, recupero del credito». La prima udienza dibattimentale per i 13 che hanno deciso di procedere con il rito ordinario si terrà il 9 maggio. Oltre 2800 le parti civili schierate, tra cui il Comune di Jesi e Bankitalia. Per il procedimento, il presidente del tribunale di Ancona Giovanni Spinosa ha previsto due sale, staccate dall’aula dove si terrà il dibattimento, per contenere da una parte la stampa e dall’altra il pubblico che vorrà assistere.

(servizio aggiornato alle 19.40)

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