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Al via l’attività del Centro Azzeruolo,
il primo centro residenziale in Italia
per persone affette da autismo

JESI - Sarà operativo dal prossimo 9 marzo nella struttura di via Roncaglia 58. Potrà ospitare h24 fino a nove persone. Tra otto mesi il primo report sull'attività che consentirà la definizione dei livelli assistenziali del sistema sanitario regionale rispetto ai disturbi dello spettro autistico
lunedì 25 Febbraio 2019 - Ore 17:14
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Da sx: il direttore dell’area vasta 2, Maurizio Bevilacqua; il consigliere, Enzo Giancarli; il presidente della commissione Salute, Fabrizio Volpini; il direttore Unità Cure Tutelari Area Vasta 2, Giovanni Picchietti; il coordinatore del dipartimento di Salute mentale dell’Asur, Paolo Pedrolli

 

Sarà operativo dal prossimo 9 marzo e potrà ospitare, con un ingresso scaglionato nel tempo, fino a 9 persone affette da autismo. È il nuovo Centro Azzeruolo di Jesi, un centro sperimentale residenziale, interamente sanitario, dove potranno vivere in comunità gli adulti (dai 18 ai 35/40 anni) che presentano disturbi dello spettro autistico. È il primo centro in Italia con queste caratteristiche (residenziale e interamente sanitario, non socio-sanitario). La struttura è stata ricavata all’interno di un’ex casa colonica in via Roncaglia, 58. Tra otto mesi il primo report sull’attività del Centro, che consentirà di elaborare specifiche necessità assistenziali da inserire nel sistema sanitario regionale rispetto alla patologia.
«Da sempre le Marche sono state all’avanguardia sul tema dell’autismo – afferma il consigliere Enzo Giancarli, componente della commissione Salute –. Già nel 2014 il Consiglio regionale ha approvato una legge regionale sui disturbi dello spettro autistico tenendo ben presenti i principi costituzionali che stabiliscono la piena integrazione sociale, scolastica e lavorativa di tutti i cittadini. In una dimensione regionale – aggiunge –, la scelta di far sorgere il primo centro residenziale a Jesi, alla quale mi onoro di aver contribuito, ha visto la sinergia fra tutte le istituzioni coinvolte, dall’Asur alla Regione all’Area vasta 2 fino al Comune di Jesi ed all’Azienda pubblica dei servizi alla persona».
Sottolinea il presidente della commissione Salute, Fabrizio Volpini: «L’avvio dell’attività del centro è un altro passo avanti nell’applicazione della legge regionale che intervenire sul problema dello spettro autistico. Nelle Marche esistono già il Centro regionale di riferimento dell’autismo per l’età evolutiva nell’Uo di Neuropsichiatria infantile all’interno dell’azienda ospedaliera Marche Nord, al presidio di Fano ed il Centro per l’età adulta nella sede dell’Unità multidisciplinare dell’età adulta (Umea) presso il distretto sanitario di San Benedetto del Tronto. Ora parte il progetto della struttura residenziale h24 che ospiterà le persone affette da tutte le declinazioni della malattia».
Giovanni Picchietti, direttore Unità Cure Tutelari Area Vasta 2, illustra il progetto: «Si aprirà una fase di sperimentazione che servirà alla Regione per poter determinare quali sono i carichi assistenziali e le conseguenti tariffe. Il Centro Azzeruolo si inserisce nel sistema più ampio relativo all’autismo, che comprende anche i Centri di riferimento regionali che fungono da collegamento con il territorio. Tra otto mesi avremo il primo report sull’attività del centro ed in base a quello la Regione potrà compiere i passi successivi». Aggiunge ancora Paolo Pedrolli, coordinatore del Dipartimento di Salute mentale dell’Asur: «Il Centro Azzeruolo rappresenta una sperimentazione molto avanzata per la Regione Marche che immagina l’assistenza relativa a questo disturbo totalmente sanitaria, e non socio-sanitaria, e con modelli di riferimento specifici. I risultati di questa sperimentazione serviranno anche a creare collegamenti con le scuole ed il mondo del lavoro, sempre in relazione alla gravità della patologia».
«Un valore aggiunto per il nostro sistema sanitario – conclude il direttore dell’Area vasta 2, Maurizio Bevilacqua –. La sperimentazione si basa sull’esperienza dei nostri professionisti e vede un importante finanziamento da parte della Regione Marche che si è dimostrata attenta a questa fragilità che coinvolge anche le famiglie e non solo i pazienti».

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