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Tributaristi Lapet a convegno:
“Una professione per i giovani” (Video)

AL CONVEGNO organizzato dall'associazione di Ancona che forma e qualifica i consulenti fiscali , stamattina al G Hotel di Osimo, si è parlato di rivoluzione digitale, deontologia e futuro con il segretario nazionale Giovanna Restucci, con il presidente provinciale Roberto Pierluca e il responsabile Centro studi Lapet Riccardo Bizzarri
venerdì 1 Marzo 2019 - Ore 19:29
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Il tributarista del futuro è come un surfista: deve saper cavalcare l’onda ma riuscire anche a restare immerso in un mare infestato dagli squali. Una metafora calzante, disegnata da Riccardo Bizzarri, responsabile Centro studi Lapet, per evidenziare come la figura di consulente fiscale per le aziende, oltre ad essere un esperto di contabilità e di normative su tributi e imposte, deve possedere conoscenze di diritto societario e tributario anche internazionale, deve essere motivato e pronto a tamponare gli urti che il mercato globale assesta. Se n’è parlato stamattina nell’ambito del convegno ‘Il tributarista del futuro-deontologia professionale’ organizzato al G Hotel di Osimo dalla Lapet. L’associazione che forma i professionisti di settore riconosciuti dalle legge del 2013 e ne tutela i diritti, è nata trentacinque anni fa, nel 1984, proprio ad Ancona come primo sindacato nazionale di categoria. Nel 1990 si è trasformata in libera associazione, assumendo poi nel 2004 la denominazione di Associazione Nazionale Tributaristi Lapet. Oggi questo organismo è radicato sul territorio nazionale con 20 delegazioni regionali, oltre 104 sedi provinciali. Ha personalità giuridica e come associazione è rappresentata ai tavoli istituzionali del Ministero dell’Economia e Finanze; partecipa alla Consulta del Contribuente, è riconosciuta come interlocutore anche al Ministero della Giustizia, al dicastero del Lavoro e delle Politiche Sociali ed è anche iscritta nell’elenco del Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro.

Il convegno a cui Bizzarri ha partecipato come relatore insieme al segretario nazionale Lapet, Giovanna Restucci, stamattina è stato moderato dal presidente provinciale Lapet Ancona, Roberto Pierluca, che insieme al suo direttivo sta mettendo a punto un articolato calendario di incontri per l’aggiornamento degli iscritti, che garantiscono crediti per la formazione continua e obbligatoria. Il meeting di oggi è stato d’esordio per  affrontare i grandi temi di attualità e preparare la categoria ad affrontare i rischi e le opportunità della rivoluzione digitale, avviata non solo con l’introduzione della fatturazione elettronica. L’accesso alla professione di tributarista resta libera da logiche corporativistiche e viene piuttosto scandita dalla meritocrazia, regola ferrea e imprescindibile del libero mercato. Per avvalersi del titolo pertanto non si deve superare un esame di Stato funzionale ad ottenere l’abilitazione e l’iscrizione ad un albo professionale, come avviene invece per commercialisti e avvocati.

Per patrocinare e lavorare in Italia, in una dimensione europea o comunque internazionale è necessario, però, essere qualificati, aggiornati, seguire precise regole deontologiche e, volendo, essere anche certificati. La Lapet è legittimata per legge a svolgere questa funzione: accerta la qualificazione professionale dei suoi iscritti che possono ottenere, superando i test, anche la certificazione Uni 11511 da un apposito ente accreditato. Per gli iscritti attiva inoltre la polizza assicurativa per la copertura automatica del rischio professionale, obbligatoria per legge.  “La norma Uni, attualmente in revisione, evidenzia chi siamo, cosa facciamo e come lo dobbiamo fare. Ci ha reso riconoscibili come figura professionale anche a tutela del mercato. − spiega il segretario Giovanna Restucci − Il percorso formativo della qualificazione si può anche concludere con il ‘bollino blu’ della certificazione europea – La professione di tributarista è nuova ed ‘europea’ ma resta ancora molto sconosciuta. Io credo che il suo futuro sia in mano ai giovani con un titolo di studi adeguato (diploma o laurea) da formare con un adeguato tirocinio. Anche nel mondo fiscale è iniziata la rivoluzione digitale e credo che questo passaggio contribuirà a dare una maggiore dignità alla nostra professione. Perché il nostro lavoro non è solo quello di fornire assistenza fiscale  alle aziende ma è strategico e vuole contribuire, in ultima analisi, alla crescita dell’economia nazionale”. In chiusura di convegno il segretario nazionale ha auspicato che i rappresentanti della Lapet di Ancona tornino ad avere un ruolo preponderante anche nella rappresentanza nazionale. “Tutto è nato da Ancona e delle Marche – ha ricordato – ed  è giusto che la sede di Ancona riprenda quel ruolo che ha sempre avuto e che merita”.

(foto/video Giusy Marinelli)

 

 

Il presidente provinciale Lapet di Ancona, Roberto Pierluca

In relatori del convegno, Giovanna Restucci, segretario nazionale Lapet e Riccardo Bizzarri, responsabile Centro studi Lapet

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