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Tragico schianto, arrestato il 35enne:
era già finito in carcere
in una maxi operazione antidroga

PORTO RECANATI - L'uomo, un marocchino residente a Monte San Giusto, è ricoverato all'ospedale di Civitanova e piantonato in attesa della convalida. Disposte analisi per verificare l'assunzione di alcol o droga. Ad aprile 2018 finì in manette in un blitz che portò al sequestro di oltre 200 chili di hashish. Attualmente aveva l'obbligo di firma
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Le auto dopo l’incidente

 

Farah Marouane

Una corsa a folle velocità contromano, poi lo schianto frontale contro un’altra auto. E’ stato arrestato per omicidio stradale plurimo e aggravato il marocchino 35enne di Monte San Giusto alla guida dell’Audi A6 che stanotte si è scontrata contro una Peugeot 2008 sulla Statale Adriatica. Si tratta di Farah Marouane: era già stato arrestato il 13 aprile 2018 nel corso di una grossa operazione dei carabinieri del Nucleo investigativo del Reparto operativo di Macerata, che portò al sequestro di 223 kg di hashish. Oltre a lui vennero arrestate in quell’occasione altre tre persone, tra cui uno a Montegranaro, Dante Rossi, che aveva il deposito della droga. Marouane attualmente era sottoposto all’obbligo di firma. 

Lo schianto di stanotte è costato la vita a Gianluca Carotti, 47 anni e la compagna Elisa Del Vicario, 40 anni, entrambi di Castelfidardo. Mentre i rispettivi figli: 10 anni quella di lui, 8 il bimbo di lei, sono ricoverati in gravi condizioni a Torrette e al Salesi, ma non sarebbero in pericolo di vita. I rilievi sono stati effettuati dalla polizia stradale, le indagini sono coordinate dal sostituto procuratore Enrico Riccioni. Il 35enne era in auto con altri due connazionali, tutti e tre sono rimasti feriti e sono ricoverati all’ospedale di Civitanova. Il primo è piantonato, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto. E’ stato prelevato un campione di sangue dall’uomo per verificare se fosse sotto l’effetto di alcol e droga al momento dell’incidente. Resta da chiarire perché l’auto stesse correndo a folle velocità contromano. Una vettura simile a quella condotta dal marocchino era stata segnalata poco prima per un altro incidente, ma al momento non ci sono conferme fosse la stessa. Così come non ha trovato riscontro il fatto che i tre stessero fuggendo dopo aver commesso un furto: in serata proprio a Porto Recanati era andato a segno un colpo in abitazione, ma alcuni oggetti trovati nell’Audi A6 non corrisponderebbero alla refurtiva denunciata dal proprietario di casa. Su questi aspetti dunque le indagini sono ancora in corso.

(redazione CM)

(foto di Federico De Marco)

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