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Fondi sisma, dossier del M5S:
«Chiederemo conto all’Europarlamento»

LE DEPUTATE Patrizia Terzoni e Martina Parisse hanno annunciato un'interrogazione a Bruxelles per avere spiegazioni sull'utilizzo delle risorse dell'Asse 8 fatto dalla Regione: «Dal marketing territoriale agli edifici strategici, fino agli interventi di edilizia sanitaria, si usano soldi destinati prioritariamente alle aree terremotate per azioni fuori cratere. Il terremoto è diventato un bancomat per la giunta Ceriscioli: ora basta». Nel mirino anche il Patto per lo Sviluppo
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Le deputate del Movimento 5 stelle Patrizia Terzoni e Martina Parisse

 

di Martina Marinangeli

Promozione turistica, edifici strategici, edilizia ospedaliera e bandi per le imprese. Sono queste le voci di spesa finite nel dossier con cui i deputati del Movimento 5 stelle contestano alla Regione le modalità di utilizzo dei Fondi europei destinati al rilancio delle aree colpite dal terremoto. Secondo i pentastellati, infatti, le risorse aggiuntive dell’Asse 8 del Por-Fesr – 248 milioni di euro in più rispetto all’ordinario destinati ai comuni terremotati – sarebbero state distribuite fuori dal cratere per diverse decine di milioni. Una questione che il Movimento 5 stelle intende portare a Bruxelles, con un’interrogazione degli eurodeputati Fabio Massimo Castaldo e Laura Agea che verrà depositata a stretto giro. Intanto, stamattina le deputate Patrizia Terzoni e Martina Parisse hanno presentato i punti caldi del dossier. «Oltre 23 milioni di euro su 45 assegnati alle Marche per edifici strategici ed edilizia sanitaria sono stati assegnati per immobili che si trovano fuori dal cratere del sisma – puntualizzano – E questo nonostante i comuni terremotati avessero priorità d’accesso negli accordi con l’Ue. Come emerge dalle deliberazioni della giunta regionale che abbiamo esaminato, ci sono gravi criticità: dalle azioni per il marketing territoriale agli edifici strategici, fino agli interventi di edilizia sanitaria, il metodo è sempre quello: finanziare azioni fuori cratere con soldi che prioritariamente dovevano andare alle aree colpite dal sisma». Per quanto concerne la riqualificazione energetica e l’adeguamento sismico degli edifici strategici, su nove interventi, cinque sono fuori dal cratere (di cui tre ad Ancona, uno a Pesaro e uno a Fermo) con una spesa di 11 milioni su 18 totali, mentre nel caso dell’edilizia sanitaria «un intervento su cinque è fuori cratere, ma è quello che assorbe più risorse – fanno notare le parlamentari – all’ospedale Torrette di Ancona vanno 12,2 milioni di euro su 27,7867 complessivi, il 44% dei fondi disponibili. Anche in questo caso, se si vanno a vedere le schede di azione, è messa nero su bianco la priorità agli interventi nel cratere, ma leggendo le deliberazioni non si evince alcuna attività istruttoria per rendere effettiva quella priorità». Dal canto suo, la Regione fa notare che «tutti gli edifici strategici nell’area del cratere sono stati finanziati, così come gli ospedali: Camerino è antisismico di 4 classe – fa l’elenco il governatore Luca Ceriscioli – San Severino è finanziato e a Macerata ed Ascoli costruiremo apposta nuovi nosocomi, 200 milioni di euro l’uno. Aver finanziato l’ospedale regionale di Torrette e le sedi della Protezione civile, secondo i 5 stelle non c’entra con il cratere?». Altri capitoli passati ai raggi x dai deputati grillini sono quelli che concernono la promozione del turismo – contestati i 300 mila euro dell’Asse 8 usati per le celebrazioni di Rossini a Pesaro e il programma #destinazionemarche, che prevede una serie di attività fuori cratere, come una mostra ad Urbino e la presentazione delle Bandiere Blu ed Arancioni, non dando priorità alle aree del sisma – ed il bando per le imprese, dove la Regione avrebbe fatto confluire sia i fondi ordinari che quelli dell’Asse 8, salvo poi dividere la graduatoria tra imprese nel cratere ed imprese fuori cratere, escludendo così le aziende del cratere dai fondi ordinari. La polemica si sposta poi sul Patto per lo sviluppo, per il quale, secondo i deputati pentastellati, «la giunta Ceriscioli ha permesso solo ad alcuni soggetti di presentare proposte progettuali, escludendo interi mondi, come la scuola o i comitati, che avrebbero potuto dare un impulso notevole. I problemi riscontrati sono davvero tanti, come progetti milionari anonimi arrivati fuori sacco. Abbiamo formulato una serie di proposte affinché la giunta ritorni sui suoi passi correggendo le storture, così che possa avere il nostro sostegno in sede parlamentare ed europea, come richiestoci dal presidente Ceriscioli. La documentazione deve essere redatta con percorsi trasparenti ed inclusivi».

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