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Arretramento della linea ferroviaria,
Catraro: «la Regione apra un tavolo di confronto»

PROPOSTA - Il presidente della commissione Lavori pubblici della Provincia di Ancona interviene sul progetto che è tornato alla ribalta con il problema delle barriere antirumore proposte da Rfi
mercoledì 13 Marzo 2019 - Ore 19:02
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Il presidente della commissione Lavori pubblici della Provincia di Ancona, Lorenzo Catraro (foto d’archivio)

 

Arretramento della ferrovia, «la Regione si faccia carico di aprire un tavolo di confronto con i soggetti interessati». Sono le parole di Lorenzo Catraro, presidente della commissione Lavori Pubblici della Provincia di Ancona. «La questione è tornata all’attenzione grazie al problema delle barriere antirumore. Già nei primi anni del 2000 Giancarli, da presidente della Provincia di Ancona, della cui Giunta ero assessore, fece fare uno studio per un bypass parziale della linea che girasse attorno a Falconara. Poi nel 2012 − ricostruisce Catraro −, la Regione nel Piano delle Infrastrutture e Merci mise in previsione uno studio per l’arretramento, ma da allora non fu fatto nulla. Poi il sindaco di Pesaro, Matteo Ricci, nel 2018 ha insistito per un arretramento della ferrovia in corrispondenza del suo comune. La questione è stata infine ripresa dalla mozione dei consiglieri regionali Boris Rapa e Mirco Carloni che hanno chiesto alla Regione di aprire un tavolo di confronto con i soggetti interessati. È di pochi giorni fa − aggiunge ancora Catraro − l’intervento dell’assessore Clemente Rossi di Falconara e dell’onorevole Andrea Cangini in merito ed anche la Uil Trasporti si è detta favorevole allo studio. A seguito di questo fermento sono certo che la mozione dei consiglieri regionali, che sarà presto in discussione, potrà avere l’ effetto di far partire almeno la possibilità di uno studio di fattibilità per l’arretramento della linea ferroviaria nelle Marche. In questo la Regione dovrà essere l’attore principale, anche perché l’opera in sé ed il suo impatto saranno notevoli. Proprio per questo impatto lo studio dell’arretramento, può e deve diventare l’occasione per ripensare lo sviluppo del territorio marchigiano da qui a 30 anni almeno. Dovranno essere coinvolte le Province, e quella di Ancona sarà della partita perché già si è pronunciata, ma sarà indispensabile l’intervento dei tanti soggetti interessati dai Comuni alle associazioni ai cittadini, dal mondo produttivo alle Università, in un progetto che coinvolga nuovamente l’intera comunità regionale, anche per prendere coscienza di quello che siamo stati, quello che siamo e quello che potremo essere. A cosa approderemo non lo sappiamo. Un solo monito − conclude Catraro −: questa richiesta se andrà avanti non dia il pretesto allo Stato di non investire più nelle nostre ferrovie».

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