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Banca Marche si poteva salvare,
fu la Commissione Europea a sbagliare

CREDITO - La Corte Ue ha accolto il ricorso dell'Italia su Tercas, la sentenza nega l'"aiuto di Stato" nei fondi concessi dal Fondo Interbancario alla Popolare di Bari. Lo stesso si sarebbe potuto fare per Carichieti, Cariferrara, Etruria e per l'istituto marchigiano. Il deputato M5S Giuliodori: «Adesso non si ostacoli il risarcimento dei risparmiatori truffati»
mercoledì 20 Marzo 2019 - Ore 13:51
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Banca Marche poteva essere salvata. Ad impedirlo la Commissione Europea. E’ questo, in sostanza, quanto risulta dalla sentenza del tribunale Ue che ha accolto il ricorso dell’Italia e della banca Popolare di Bari. Il che vuol dire che anche le tristemente famose quattro banche, Banca Marche,Etruria, Carichieti e Cariferrara si sarebbero potute salvare. E con esse miliardi di euro dei risparmiatori beffati.

Secondo il tribunale Ue non ci fu “aiuto di Stato”  nei fondi concessi dal Fondo Interbancario (Fitd) alla Popolare di Bari per il salvataggio di Tercas nel 2014 e bocciato dall’Antitrust Ue all’epoca. Così è stata così annullata la decisione della Commissione Ue «che non ha dimostrato che i fondi concessi a Tercas a titolo di sostegno del Fitd (dove assisteva al consiglio un rappresentante di Bankitalia, ndr) fossero controllati dalle autorità pubbliche italiane». Il Fitd, scrivono i giudici, ha agito in modo autonomo al momento dell’adozione dell’intervento a favore di Tercas e la Commissione non ha dimostrato «il coinvolgimento delle autorità pubbliche italiane nell’adozione della misura in questione». La decisione di Bruxelles arrivò quando i colloqui tra banche, autorità e Fondo interbancario erano ormai a uno stadio già avanzato. Si stava lavorando su uno stanziamento di circa due miliardi per evitare il collasso dei risparmi dei quattro istituti.
Subito dopo la decisione della Commissione Ue,  il salvataggio delle 4 banche, tra cui Banca Marche, per cui il Fitd era pronto ad intervenire, fu bloccato e, vista la spada di Damocle dell’entrata in vigore della direttiva Ue sul bail-in, gli istituti furono lasciati al loro destino.
Dopo la decisione assunta da Bruxelles nel caso Tercas, Banca d’Italia ha spiegato di aver escluso il ricorso al Fitd per impedire o limitare le perdite dei risparmiatori: «Se l’intervento del Fitd non fosse stato configurato come aiuto di Stato, l’operazione di salvataggio delle quattro banche da parte del Fitd non avrebbe comportato il sacrificio dei diritti dei creditori subordinati e sarebbe avvenuta valutando le sofferenze delle banche a valori di bilancio», ha spiegato.

Paolo Giuliodori

«È una sentenza storica – commenta Paolo Giuliodori, il deputato 5 stelle osimano in Commissione Finanze – Una decisione che ha di fatto aggravato notevolmente la crisi bancaria italiana. Una posizione ideologica, profondamente sbagliata, che ha prodotto gravissimi danni economici e politici non solo all’Italia, ma all’Europa intera. Adesso è il momento di pensare al risarcimento dei risparmiatori truffati, per i quali abbiamo stanziato 1,5 miliardi di euro. Auspichiamo fortemente che la Commissione Ue, in virtù di questa sentenza, non ostacoli il nostro piano di risarcimento dei risparmiatori italiani. Inoltre, attendiamo una messa in discussione delle attuali regole europee sulle crisi bancarie, che non hanno fatto altro che danneggiare i risparmiatori». 

 

 

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