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Colpo alle Poste della Baraccola,
il sindacato: «Struttura insicura e fatiscente
non deve riaprire»

ANCONA - Dopo il furto da 100mila euro, Slc Cgil denuncia la latitanza della dirigenza di Poste Italiane sul caso e del direttore di filiale che non hanno effettuato sopralluoghi. I danni causati per la sigla sindacale avrebbero compromesso per sempre un ufficio già fatiscente ed insalubre
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L’interno dell’ufficio postale

 

Colpo all’ufficio postale 10 alla Baraccola di Ancona, Slc Cgil denuncia la latitanza, dopo il furto, della dirigenza di Poste Italiane Spa e del direttore di filiale e la situazione di degrado in cui versa la struttura di cui chide la definitiva chiusura. «I danni per Poste Italiane Spa saranno certamente ingenti ma risulta, almeno fino a ieri, che nessun dirigente sabbia effettuato un sopralluogo all’ufficio postale 10 − scrive in una nota la sigla sindacale −. Completamente latitante, almeno fino a ieri, il direttore di filiale che, in qualità di delegato alla sicurezza, avrebbe potuto registrare la situazione di una sede aziendale ormai irrimediabilmente compromessa, con una voragine di 30 mq sul tetto del capannone di Busco che si trova a meno di 10 metri della parete interna della sala al pubblico dell’ufficio. Una voragine che sta compromettendo definitivamente la stabilità dell’intera struttura, già fatiscente. Per non parlare poi del contesto nel quale si trova la struttura con stabilità precaria, percorsi di esodo inesistenti, muffe e insalubrità diffuse. Se per caso qualcuno della dirigenza di Poste pensasse di riaprire in tempi brevi l’ufficio postale nella stessa location, Slc Cgil di Ancona si opporrà fortemente. Il direttore, neo trasferito nella sede della filiale di Ancona − prosegue il sindacato − dovrà assumersi la responsabilità della nuova sede della struttura della Baraccola. L’ufficio, in queste condizioni, deve essere definitivamente chiuso . Una richiesta, peraltro, che Slc Cgil Ancona ha più volte avanzato alle varie dirigenze senza nulla ottenere. Ormai diventa una necessità trasferire l’ufficio in un luogo più sicuro e dignitoso sia per la clientela sia per i lavoratori. Slc Cgil  insiste nel denunciare l’immobilismo aziendale. La sicurezza dei lavoratori e di tutti i clienti di Poste Italiane reclama, con l’evidenza degli eventi, il primo posto nelle azioni aziendali».

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