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Alluvione di Senigallia
«Il Comune non può costituirsi parte civile»

TRIBUNALE - E' quanto ha sostenuto la procura nella terza fase dell'udienza preliminare dal gup di Ancona sul disastro del 2014. I difensori degli otto indagati, tra cui c'è il sindaco Mangialardi, hanno chiesto di estromettere dall'eventuale processo chi ha subito danni materiali e coloro che vantano danni morali
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L’alluvione del maggio 2014

 

Per l’alluvione di Senigallia andrebbe esclusa la costituzione di parte civile di coloro che hanno subito danni materiali e di quelli che vantano danni morali. A chiederlo sono state le difese degli otto indagati che rischiano di finire a giudizio per il disastro del maggio 2014. Le richieste sono state fatte durante la terza fase dell’udienza preliminare presieduta dal gup Francesca De Palma. Stando agli avvocati, hanno diritto di partecipare al processo solo le parti direttamente lese dall’alluvione. Dunque, chi è rimasto ferito durante l’evento e i parenti delle vittime (quattro le persone che persero la vita durante o dopo la fine dell’emergenza). In pratica, sarebbe da estromettere una buona fetta di danneggiati.  In virtù di questo, le difese hanno fatto riferimento al processo per l’alluvione di Genova, nel 2011. In quell’occasione, il tribunale aveva rifiutato la costituzione delle parti che avevano subito un danno materiale. La procura non ha avallato la posizione dei difensori, sostenendo la legittimità delle quasi 400 domande formalizzate dagli alluvionati per sostenere il processo come parti civili.

Discorso diverso per l’istanza presentata dal Comune di Senigallia, rappresentato dall’avvocato Cinzia Molinaro. Anche per la procura l’ente non ha diritto di essere parte civile, sopratutto perché tra gli indagati c’è il sindaco Maurizio Mangialardi, difeso dall’avvocato Marina Magistrelli, l’ex sindaca Luana Angeloni, il dirigente dell’Area tecnica Gianni Roccato e il comandante della polizia municipale Flavio Brunaccioni.  A rischiare il processo sono anche Massimo Sbriscia, ex dirigente della Provincia di Ancona,  Mario Smargiasso, direttore dell’Autorità di Bacino, l’ingegnere Alessandro Mancinelli consulente del Comune nella fase di riperimetrazione del Pai e Libero Principi, funzionario della Regione. Sulla legittimità delle costituzione, il gup deciderà il prossimo 3 giugno. Le parti lese conteggiate sono circa 400, tra persone fisiche, ditte, condomini interi e familiari delle vittime. Il conto presentato agli indagati è di circa 40 milioni di euro, 9 dei quali chiesti dal Comune di Senigallia. La maggior parte delle vittime si è associata all’Unione Nazionale Consumatori, rappresentata dagli avvocati Corrado Canafoglia e Giulia Montesi.

Alluvione di Senigallia, chiesti 40 milioni di risarcimento Il Comune vuole essere parte civile

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