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Raffineria Api, comitati infuriati:
«la Regione ci ha escluso
dal tavolo di confronto»

FALCONARA – Nel mirino di Mal'aria e Ondaverde Onlus la delibera di giunta 541 del 13 maggio, con cui palazzo Raffaello istituisce un tavolo interistituzionale che non prevede la presenza dei cittadini: «la nostra partecipazione è un diritto, non una concessione. Nuovo tentativo di tagliarci fuori dalle decisioni che gravano sulle nostre vite»
venerdì 17 Maggio 2019 - Ore 22:06
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La raffineria Api di Falconara (foto d’archivio)

 

 

La Regione istituisce un tavolo di confronto interistituzionale per il monitoraggio delle attività della raffineria Api, ma tra i soggetti coinvolti non compaiono i comitati di cittadini falconaresi che da anni si battono per ottenere risposte «sulle cause delle emissioni industriali e quindi sul degrado ambientale e sanitario che coinvolge Falconara». A denunciare quello che viene definito «un fatto molto grave» sono i comitati Mal’aria e Ondaverde Onlus, inferociti contro la delibera di giunta 541 del 13 maggio scorso che di fatto li esclude dal tavolo «per il confronto congiunto delle misure e degli interventi prescritti a garantire un adeguato livello di sicurezza per le persone e l’ambiente e mitigare le relative criticità», come viene riportato nel documento regionale.
«Questo nuovo tavolo – scrivono in una nota – prevede la partecipazione di tutti i soggetti già con noi presenti in quello istituito presso la Prefettura, ma Mal’aria e Ondaverde Onlus e quindi i cittadini».
Gli attori coinvolti, secondo quanto stabilito dalla delibera, saranno invece l’assessorato alla Valorizzazione dei beni ambientali e Protezione Civile, la Regione, la Prefettura di Ancona, il dipartimento dei vigili del fuoco, il comune di Falconara, la provincia di Ancona, Arpam, Asur e Ars
«In relazione ad esigenze e situazioni specifiche – si legge nel documento –, per finalità di approfondimento delle problematiche, alle riunioni del sopramenzionato tavolo tecnico possono essere invitati altri soggetti, anche di natura non istituzionale». E anche su questo punto si scagliano le critiche dei comitati: «la partecipazione dei cittadini è un diritto, non una concessione. Dopo anni di passività – rincarano la dose –, la Regione crea un tavolo dal quale siamo esclusi. Non dimentichiamo che la costituzione del tavolo presso la Prefettura, nei mesi scorsi, ha di fatto scosso gli organi preposti alla sorveglianza sanitaria ed ambientale (Regione, Ars e Arpam), dalla situazione di stallo e di mancanza di comunicazione che persisteva ormai da troppo tempo. Ora non possiamo che percepire questa iniziativa della Regione come un tentativo di annullamento della partecipazione dei cittadini. È inaccettabile che una nostra eventuale presenza al tavolo venga ora relegata alla discrezionalità dei soggetti formalmente indicati. Questa impostazione data dalla Giunta regionale, viola, a nostro avviso, ogni elementare regola di partecipazione democratica attiva e civile, gettando via con un colpo di spugna la nostra puntuale partecipazione e presenza sui contenuti». I comitati fanno inoltre sapere che «si riservano di mettere in atto ogni mezzo civile e democratico per vedere affermato il diritto a rappresentare direttamente le proprie istanze, in tutti i tavoli dove si decide del futuro ambientale della propria cittadina e chiedono una modifica della delibera affinché sia prevista stabilmente la partecipazione di una delegazione di Mal’aria a tutti gli incontri del neonato tavolo interistituzionale.

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