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Alcol gettato sull’ex compagna
e corda stretta al collo:
stalker condannato

ANCONA - Cinque anni e quattro mesi per l'ex cuoco arrestato in Slovenia dalla Squadra Mobile per i reati di maltrattamenti in famiglia e stalking. Una provvisionale di 30 mila euro riconosciuta alla vittima, 44enne di Senigallia
martedì 21 Maggio 2019 - Ore 18:50
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Foto d’archivio

 

Minacce, soprusi e botte all’ex compagna: stalker condannato a scontare 5 anni e 4 mesi di reclusione. Due i reati contestati all’ex cuoco di 58 anni arrestato in Slovenia lo scorso febbraio dalla Squadra Mobile con un mandato di cattura europeo: maltrattamenti in famiglia e stalking. Alla vittima, parte civile tramite l’avvocato Alessandro Calogiuri, andranno 30mila euro di provvisionale. La procura aveva chiesto una condanna a 4 anni per i fatti avvenuti nell’estate 2018 e oggetto di querela da parte della vittima. Una volta scontata la pena, l’imputato dovrà vivere un anno in libertà vigilata. Attualmente, si trova a Montacuto. Stando a quanto contestato dalla procura, la donna sarebbe stata picchiata, maltrattata e minacciata durante la convivenza con l’imputato. Una volta terminata la relazione, sarebbe iniziato lo stalking, proteso anche ai figli di lei. Ha raccontato la vittima in una delle scorse udienze: «Una volta mi ha buttato l’alcol addosso. Un’altra, mentre eravamo in auto, ha tirato fuori una corda con il cappio e me l’ha stretta attorno al collo. Una’altra ancora, si è accanito sulla sdraio dove dormivo, bucandola tutta con un coltello per non farmici stare sopra. Dopo la fine della storia, mi diceva che avrebbe fatto soffrire i miei figli. Minacciava di legarli e picchiarli in diretta durante una videochiamata fatta con me». L’uomo, prima della sentenza, ha  fatto dichiarazioni spontanee, rispendendo al mittente le accuse mosse dall’ex compagna. «Quello della corda è un fatto che non è mai avvenuto. E’ tutto falso, come la contestazione di stalking. Quando lei era in una comunità protetta, mi scriveva, mi cercava e diceva che mi amava». La difesa, rappresentata dall’avvocato Andrea Bordoni, ricorrerà probabilmente in appello.

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