Sistema illecito per evadere l’Iva,
l’imprenditore esce dal carcere

Gli avvocati Andrea Netti e Valentina Romagnoli
Frode carosello per evadere l’Iva, uno degli arrestati esce dal carcere e va ai domiciliari. L’istanza è stata presentata dai legali dell’imprenditore Marco Bruglia e accolta dal Gip. I legali hanno fatto la richiesta nel corso dell’interrogatorio di garanzia che si è svolto giovedì. Bruglia, 58enne di Castelfidardo, difeso dagli avvocati Andrea Netti e Valentina Romagnoli, si è avvalso della facoltà di non rispondere. I legali hanno sollevato anche la questione della misura cautelare in carcere chiedendone una meno afflittiva.
Bruglia era stato arrestato martedì insieme ad altre 10 persone nell’ambito di una indagine della Procura europea di Torino. I legali hanno anche sottolineato col gip che per una contestazione identica ad una di quelle contestate era stato assolto al tribunale di Macerata. I legali hanno inoltre sottolineato che non sussistono né pericolo di reiterazione di reato, né di inquinamento delle prove.
Il giudice ha disposto la scarcerazione applicando gli arresti domiciliari per Bruglia. «Siamo moderatamente soddisfatti, del provvedimento del giudice, ci prepariamo comunque al deposito istanza Riesame, ritenendo che non sussistano gli estremi per l’applicazione di alcuna misura cautelare» dicono Netti e Romagnoli.

Giuseppe Cerolini
Nell’inchiesta della procura europea, che ha portato a undici arresti, due sono i nomi che emergono come presunti istigatori e entrambi sottoposti a misura cautelare in carcere. Si tratta dell’ex patron della Civitanovese e imprenditore Giuseppe Cerolini, 59 anni, civitanovese, difeso dall’avvocato Giannino Voltattorini (che si è avvalso della facoltà di non rispondere nel corso dell’interrogatorio) e di Maria Giuseppina Marinozzi, 63, residente a Morrovalle, che ha negato le contestazioni sottolineando di essere una segretaria. Marinozzi è difesa dall’avvocato Gabriele Cofanelli. L’avvocato Voltattorni ieri a Cronache Maceratesi aveva sottolineato: «Cerolini estraneo alle contestazioni, lo dimostreremo».
La frode carosello sarebbe avvenuta nel settore del commercio di materie plastiche tra il 2018 e il 2021. Secondo le indagini della Guardia di Finanza ci sarebbero state operazioni inesistenti per un ammontare di circa 100 milioni di euro e un’evasione Iva di circa 25 milioni di euro. Coinvolte 56 persone – tra cui imprenditori e professionisti -, 34 imprese nazionali e 8 società esterne tra Marche ed Est Europa. Il sistema di fatture per operazioni inesistenti si avvaleva di società cartiere, l’obiettivo finale era l’evasione dell’Iva.
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