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La bonifica del salone del Capitolo,
intervento da 12mila euro
Eliminato il pericolo polveri di asbesto

ANCONA - E' l’unico degli edifici rimasti totalmente in piedi del complesso dell’ex convento di San Francesco alle Scale, quasi del tutto raso al suolo dai bombardamenti. La struttura pulita anche da anni di rifiuti e guano. Tanti i reperti che attendono di essere recuperati
martedì 21 Maggio 2019 - Ore 19:28
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La situazione all’interno del salone del Capitolo prima dell’intervento del Comune

 

di Giampaolo Milzi

Doppia operazione di messa in sicurezza e pulizia per l’antico e malandato Salone del Capitolo, l’unico degli edifici rimasti totalmente in piedi del vasto complesso dell’ex convento di San Francesco alle Scale, quasi del tutto raso al suolo dai bombardamenti aerei del 1943-1944. L’amministrazione comunale, coinvolgendo più uffici, ha agito su due fronti: eliminazione del pericolo di dispersione nell’aria di una zona alta del centro storico di Ancona di polveri di asbesto cancerogeno tramite un delicato intervento su una porzione laterale del grande tetto in fibrocemento di amianto; rimozione di un densissimo strato di guano di piccioni oltre che di altri rifiuti che da decenni si erano accumulati lungo il pavimento dell’edificio che campeggia in cima alla salita di via Fanti. Da sottolineare che l’operazione, in particolare il secondo intervento, è stata effettuata su sollecito della Soprintendenza unica delle Marche, non solo perché il salone del Capitolo, così come ciò che resta di tutto l’ex complesso monastico, è tutelato e vincolato come bene di elevato interesse architettonico-monumentale; ma soprattutto perché si tratta dello “step” preliminare ad una futura azione congiunta fra Soprintendenza e Comune (probabilmente assessorato alla Cultura) per trasportare fuori da quella specie di prigione dell’oblio e dell’abbandono, e quindi per valorizzare, decine di reperti scultorei – tra lapidi incise, pezzi di colonne, stemmi araldici, bassorilievi (per fare alcuni esempi) – databili tra il XIV e il XVII secolo e quindi capaci di raccontare una importante pagina della storia del capoluogo marchigiano.

Ex convento di San Francesco

Il lavoro di pulizia, una vera e propria bonifica, è stato completato la settimana scorsa da una ditta, sotto il coordinamento della Direzione riqualificazione urbana municipale, per una spesa di circa 12mila euro. Personale specializzato ha rimosso decine e decine di chilogrammi di guano e rifiuti di vario tipo (tra cui ferraglia e pezzi di cemento), disinfestato l’intera zona pavimentale, posizionato nuove reti anti-intrusione volatili in sostituzione di quelle ormai strappate e cadenti, accatastato in un angolo dell’edificio un gran numero di sedie di legno (tipo cinema) in parte riutilizzabili; quanto ai plurisecolari, preziosi reperti in pietra, su raccomandazione della Soprintendenza, ci si è limitati solo ad una spolveratura, in quanto la vera e propria pulizia a fondo (in caso accompagnata da restauri conservativi e ricostruttivi) sarà attuata in futuro da esperti in beni artistici e architettonici.

Per quanto riguarda l’eliminazione del pericolo amianto, era stato già segnalato nel marzo scorso dalla direzione dell’istituto comprensivo con due scuole, d’infanzia ed elementari, che danno su via Fanti, pochi metri prima dell’ingresso del Salone del Capitolo.

Dopo le ultime le festività pasquali la Direzione pianificazione urbanistica del Comune, che ha anche competenze di tutela ambientale, ha ingaggiato un’azienda che si occupa di riparazione e/o sostituzione di laminati in fibrocemento, entrata in azione dopo un monitoraggio dell’Agenzia regionale protezione ambientale Marche (Arpam). I rami di un grosso albero si erano staccati danneggiando la parte terminale della copertura esterna del soffitto, con frantumazione e lesioni su una grande lastra di ondulato sporgente dalla muratura, di cui alcuni frammenti erano caduti al suolo. Si è agito utilizzando una gru con cabina, sotto la guida di un ingegnere, con incapsulamento della lastra, per una costo di 12mila e 200 euro. Sia l’Arpam che l’ingegnere della ditta hanno potuto verificare che tutta la restante parte delle tettoia in fibrocemento eternit bianco è  integra e in buono stato; nel frattempo tecnici del Comune hanno tagliato e rimosso altri rami pericolanti dell’albero che aveva causato il danno. Tutto il materiale evacuato è stato smaltito a norma di legge. Circa un anno fa, ad aprile, tecnici dell’azienda “Gemma” di Fano, incaricata dalla Soprintendenza, avevano recuperato e ripulito a dovere una ventina di reperti scultorei, tutti di epoca medievale e rinascimentale, da un plesso-tunnel semi ipogeo dello stesso complesso conventuale, che si affaccia in via Fanti nella zona che divide il palazzo delle scuole dal Salone del Capitolo. Quasi 20 pezzi (anche in questo caso per lo più lapidi e stemmi), trasportati lì vicino, adagiati e coperti con teloni di plastica nel cortile di Palazzo Camerata, sede dell’assessorato alla Cultura. Si spera ora che la Soprintendenza si adoperi affinché anche gli altri reperti ancora presenti nel Salone del Capitolo da ben 75 anni possano raggiungere quelli appena citati e che tutti, grazie alla disponibilità del Comune, possano trovare finalmente  una collocazione espositiva adeguata.

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