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Presidente del Consiglio:
la Sala Gialla torna al voto

OSIMO - Domani sera la seconda seduta consiliare del nuovo mandato amministrativo. Per essere eletto il democrat Giorgio Campanari avrà bisogno solo di 13 voti, la maggioranza può contare su 16 consiglieri. In discussione anche i criteri e gli indirizzi per la nomina, la revoca e per la designazione dei rappresentanti del Comune presso enti, società partecipate e istituzioni

La Sala Gialla di Osimo nella nuova composizione 2019-2024

Giorgio Campanari, consigliere anziano e candidato alla presidenza del Consiglio comunale di Osimo, con il segretario comunale Giuliano Giulioni

 

Torna a riunirsi il Consiglio comunale di Osimo per eleggere il presidente dell’assise civica. Stavolta per la terza votazione a Giorgio Campanari (Pd), il candidato in corsa, basteranno solo 13 voti, meno dei 16 voti di maggioranza. La convocazione della seduta è fissata per domani sera, mercoledì 10 Luglio, alle 21.15 nella Sala Gialla. L’assemblea cittadina dovrà inoltre eleggere il vicepresidente del Consiglio comunale che di solito spetta alle minoranze e scegliere i componenti della Commissione elettorale comunale ed in seguito dovranno essere costituire le Commissioni consiliari permanenti per il mndato amministrativo 2019-2024. Prima però il sindaco Simone Pugnaloni dovrà illustrare all’aula gli indirizzi per la nomina, la revoca e per la designazione dei rappresentanti del Comune presso enti, aziende ed istituzioni.

I banchi di maggioranza

GLI INCARICHI NELLE  SOCIETA’ PARTECIPATE – Attualmente è in vigore il criterio del bando di selezione, dal quale il primo cittadino è tenuto a scegliere  e attingere i curricula vitae più qualificati per le nomine ai vertici delle società partecipate. Se le regole saranno invece cambiate, potrebbe essere lasciata la più ampia discrezionalità al sindaco nella scelta dei vertici delle Partecipate. Oltre a Fabio Marchetti, presidente ad- di Astea spa, e Laura Cionco presidente della fondazione Bambozzi, si vocifera che anche Cristiano Pirani dovrebbe restare al suo posto come presidente di Osimo Servizi, società partecipata del Comune che gestisce maxi parcheggio, Tiramisù e parcometri, oltre agli scuolabus, mentre il neoeletto Jacopo Angeletti (Energia Nuova) potrebbe assumere il ruolo di amministratore. Per l’azienda speciale, Asso che gestisce i servizi socio culturali ed educativi del Comune, invece, si dovranno individuare non solo i membri del nuovo Cda ma nei prossimi mesi anche il direttore tramite concorso pubblico, per l’imminente entrata in pensionamento dell’attuale, Franco Natalucci. La Tpl Osimo, invece, la srl che gestisce il trasporto pubblico locale (circolari e navette) dovrebbe essere venduta entro il 2019 mentre Geosport, la società del gruppo Astea che oggi gestisce il Palabaldinelli, nel 2020 dovrebbe essere messa in liquidazione perché l’impianto sportivo di Villa, a conclusione del pagamento del mutuo acceso per realizzarlo, secondo gli accordi, tornerà di proprietà del comune di Osimo. Il prossimo anno, quindi, sarà necessario individuare come e a chi far gestire il palas di via Striscioni.

I banchi di minoranza

IN MINORANZA: LE LISTE CIVICHE OPTANO PER LA ROTAZIONE DEGLI INCARICHI AMMINISTRATIVI – Intanto dai banchi di opposizione, le Liste civiche di Dino Latini fissano per Settembre, come accade ad ogni quinquennio dopo la tornata elettorale delle Comunalio, il rinnovamento del loro coordinamento politico. «La rotazione degli impegni amministrativi sarà il nostro algoritmo funzionale a cui tutti saranno chiamati a partecipare» fa sapere una nota stampa. Una rotazione che potrebbe prevedere anche il passaggio di testimone e la surroga tra consiglieri eletti e primi dei non eletti, di volta in volta anche sui banchi della Sala Gialla. Il comunicato preannuncia inoltre la discesa in campo dei movimenti osimani per le Regionali 2020. «Con le altre vere Liste civiche delle Marche saremo presenti alle prossime elezioni regionali. – evidenzia – Chi partecipa alle attività delle Liste civiche, si impegna a non passare in altre formazioni politiche per almeno 10 anni».

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