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La Sala Gialla vota il rendiconto 2018:
Pasquinelli esce dall’aula,
Migliozzi bacchetta i candidati ineleggibili

OSIMO - Nell'ultimo consiglio comunale della legislatura semi deserto, prima di abbandonare l'emiciclo Il candidato sindaco di 'Territorio Comunità' ha accusato Achille Ginnetti di fare da stampella a Simone Pugnaloni in un eventuale ballottaggio. L'ex consigliere di maggioranza ha invece puntato l'indice contro quei presidenti e amministratori delle società partecipate che correranno per le Comunali senza essersi dimessi come prevede la legge

La sala gialla di Osimo (foto d’archivio)

Lanfranco Migliozzi

 

Il consiglio comunale di Osimo è stato sciolto ad Aprile, per legge 45 giorni prima delle elezioni amministrative, ma nel tardo pomeriggio di oggi è tornato a riunirsi per votare un atto di ordinaria amministrazione, il conto consuntivo 2018. Il rendiconto, con un avanzo in conto capitale di un milione di euro per il rinvio del bypass tra via Jesi e il ponte sul Musone e un avanzo in parte corrente di 20mila euro, è stato approvato con 12 voti invece che i 13 della maggioranza perchè il centro sinistra osimano ha perso un altro pezzo, il consigliere Lanfranco Migliozzi. Prima del voto però non sono mancati gli exploit: Pasquinelli è uscito dall’aula dopo aver accusato Migliozzi di fare da stampella alla maggioranza Pugnaloni anche se poi  Migliozzi ha bocciato con un sonoro no il consuntivo. Un finale di legislatura, insomma, con schermaglie politiche e un colpo di scena. E’ ormai  noto che per le Amministrative del 26 Maggio il consigliere uscente di Energia Nuova, Lanfranco Migliozzi, non sosterrà più il candidato sindaco Simone Pugnaloni (Pd, Energia Nuova, Ecologia e Libertà, Popolari Uniti per Osimo e OsiAmo), perchè  si è schierato con il  competitor Achille Ginnetti (Progetto Osimo, Osimo Futura).

Fabio Pasquinelli (foto Giusy Marinelli)

Poco prima delle 20 di oggi, in un’aula consiliare semi vuota dove erano seduti solo in 15 per l’assenza per impegni pregressi anche del gruppo misto di Maria Grazia Mariani (candidata sindaco con Difendi Osimo) e di quello delle Liste civiche di Dino Latini (anche lui candidato sindaco), proprio l’ex consigliere di maggioranza, seduto sui banchi di opposizione  insieme ai pentastellati David Monticelli e Sara Andreoli, oltre a non votare il consuntivo, ha fatto di più. Ha puntato l’indice contro i candidati consiglieri alla Comunali, a suo giudizio, ineleggibili. I presidenti e gli amministratori delle società partecipate al 100% dal Comune, presenti nelle liste elettorali del sindaco Pugnaloni che «si sarebbero dovuti dimettere dall’incarico come prevede la legge prima di scendere in campo per le elezioni. Servono solo come “capi bastone”» ha specificato Migliozzi perchè se eletti, non potranno mai sedere nella Sala Gialla o in giunta. Come dire: sono funzionali sono a catturare preferenze.

Il sindaco Simone Pugnaloni (Pd)

Prima che si aprissero le votazioni però il consigliere Fabio Pasquinelli, candidato sindaco di Territorio Comunità aveva già abbandonato l’aula consiliare per non garantire con la sua presenza il numero legale. « I cittadini osimani devono conoscere la verità e non meritano i doppi giochi della politica. Territorio Comunità è l’unica alternativa – aveva anticipato al microfono Pasquinelli prima di uscire dall’emiciclo – La maggioranza a guida Pd che sorregge l’Amministrazione Pugnaloni non c’è più e forse non c’è mai stata. Tale circostanza poteva essere ratificata con il voto dell’odierno Consiglio comunale, ma ciò non è stato possibile a causa delle assenze tattiche delle liste di Dino Latini che in questo modo sono venute meno per l’ennesima volta al mandato popolare ricevuto dall’elettorato osimano».

Achille Ginnetti

Pasquinelli ha poi ribadito che Territorio Comunità ha sempre agito in piena trasparenza assumendosi le responsabilità delle proprie scelte.« Altri, al contrario, agiscono nell’ombra nascondendo i loro inciuci ai cittadini. E’ ormai chiaro che da quando il consigliere Ginnetti, si è dimesso dal Consiglio comunale dopo essere stato eletto con le liste Civiche di centro-destra, il consigliere Migliozzi, subentrato nelle fila di Pugnaloni ed oggi candidato con lo stesso Ginnetti, ha sempre fatto da stampella al governo di minoranza guidato dal sindaco uscente. Se oggi il candidato Migliozzi non fosse uscito allo scoperto, garantendo l’approvazione del bilancio, i cittadini sarebbero venuti a conoscenza di questa alleanza soltanto dopo il voto del 26 maggio, quando Ginnetti, già in amministrazione con i sindaci Niccoli, Latini e Simoncini, avrebbe ufficializzato il sostegno a Pugnaloni. Infine, non possiamo omettere il biasimo nei confronti dei ripetuti soccorsi del Movimento 5 Stelle locale in favore del Pd. Per questa ragione, affinché i cittadini sapessero la verità, abbiamo deciso, coerentemente, di abbandonare la seduta consiliare, non offrendo alcun appoggio ad un’amministrazione Pd ormai al capolinea». Prima dei saluti con 12 voti di maggioranza è stato anche approvato il debito fuori bilancio per una transazione stragiudiziale di circa 27mila euro collegata a un ricorso per l’abbattimento di 7 querce. Un vecchio contenzioso ereditato dall’amministrazione delle liste civiche.



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