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L’acchiappapolveri fai da te:
l’invenzione di due giovani anconetani

ANCONA - Fabrizio Simeone, 24 anni, e il 29enne Giacomo Guidarelli hanno brevettato una macchinario portatile capace di registrare la concentrazione di polveri sottili nell'aria: «La cronica situazione di mancanza di efficacia e chiarezza a livello di misurazioni istituzionali ci ha spinti a produrre la nostra scatola, un po’ magica, soprattutto comoda e alla portata di tutti»
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Fabrizio Simeone

 

di Giampaolo Milzi

Ci sono gli “acchiappafantasmi”, e ci sono gli “acchiappapolveri”. Gli anconetani Fabrizio Simeone, di 24 anni, e Giacomo Guidarelli, di 29, sono un po’ tutte e due le cose. Perché, strano ma vero, si sono inventati uno straordinario marchingegno “hi – tech” in grado di misurare il livello di concentrazione nell’aria del capoluogo marchigiano delle pericolosissime polveri sottili, le PM10 e le ancora più microscopiche PM2,5, concentrati di smog e sostanze inquinanti capaci di infilarsi subdolamente negli alveoli polmonari. Pericolosissime e un po’ troppo “fantasma”. Visto che ad Ancona, dal 2012, quando la Regione, spinta da esigenze di risparmio, ha chiesto e ottenuto lo spegnimento di 4 delle 5 delle centraline Arpam di controllo della qualità della bassissima atmosfera, l’esito è stato e continua ad essere beffardo: l’unica rimasta accesa è quella posizionata al parco della Cittadella, nel verde, poco attendibile quindi per sapere davvero cosa diavolo i cittadini respirano mediamente in città.

L’originalissima idea-progetto dei due giovani si è concretizzata sei mesi fa sotto le sembianze di una scatola nera in plastica dura, portatile. Prova e riprova, il “varo” nell’Hack Lab (HL) dello spazio autogestito “La Cupa”, a Posatora, dove l’eco-strumento è stato messo a punto in collaborazione proprio con i frequentatori dell’HL. Ma come diamine vi è venuto e in mente e come ci siete riusciti? «Beh, abbiamo studiato come funzionano le cabine Arpam, ci siamo informati anche fuori regione, soprattutto a Firenze (dove è stato lanciato da un collettivo di giovani il primo “acchiappapolveri fai da te” simile a quello dell’Hack Lab dorico, ndr.) e la tecnologia necessaria, per fortuna, era in gran parte disponibile sul mercato web, compresi alcuni codici elettronici scaricabili in portali open source», spiega Simeone, che con Guidarelli ha messo su per lavoro una società di sicurezza informatica ad Ancona. Risultato, un dispositivo di analisi dell’aria con un piccolo margine di errore, nell’ordine di decimali, tipo 0,1, 0,2… rispetto ai rilievi specialistici. Il sensore, fiore all’occhiello della scatola magica – assieme alla scheda “Arduino”, anch’essa elettronica, usata per l’installazione del software d’analisi – è in grado di intercettare le minuscole particelle contaminanti, con diametro inferiori a 10 μ (micron), cioè un centesimo di millimetro. Minuscole, certo, basta pensare che un capello ha un diametro tra i 18 e 180 micron. Infine, l’acchiappapolveri “fai da te” è collegato a un piccolo computer che elabora i dati, visualizzabili su un display. Presentato ufficialmente l’8 giugno scorso alla “Festa de niArchi”, al popolare e piuttosto sofferente per l’attacco dello smog quartiere Archi (a due passi dal porto), lo strano macchinario funziona. Lo certificano le due “prove del nove” di un’oretta effettuate, di pomeriggio, una a piazza Ugo Bassi, cuore nevralgico del quartiere Piano, e una in quello più residenziale di Posatora, a piazzale Camerino.

La scatola che misura le polveri sottili

Guidarelli: «Nel primo sito abbiamo registrato una concentrazione minina di 5,3 µg/m3 (per metro cubo), con picchi di 14 quando c’era più traffico e passaggio di bus, il triplo in media dei risultati di Posatora». Per legge non va superato per oltre 35 volte in un anno un valore di media giornaliera di 50 µg/m3 per le PM10 e di 20 µg/m3 per le PM2,5. Quest’anno, fino al 30 giugno, la centralina Arpam ha registrato solo 6 superamenti. Ma lì siamo in alto, è pieno di alberi, la zona è arieggiata, si tratta di un parco. E quindi nessuna certezza di assenza di pericolo per la salute pubblica nel resto del centro urbano. Almeno finché non si avranno i risultati più corposi della seconda cabina di monitoraggio installata dall’amministrazione comunale, sull’onda di proteste e polemiche (anche in Consiglio municipale), all’inizio della Statale 16, poco dopo la stazione. Nel frattempo, il 27 giugno, l’Arpam ha comunicato che anche nella “oasi” della Cittadella, non c’è da stare allegri, non per il tasso delle polveri sottili, ma per quello dell’ozono (gas irritante per gli occhi e le vie respiratorie) rilevato in una concentrazione davvero eccessiva. «Ecco, è proprio la cronica situazione di mancanza di efficacia e chiarezza a livello di misurazioni istituzionali che ci ha spinti a produrre la nostra scatola, sì, in effetti un po’ magica, e soprattutto comoda, e alla portata di tutti, visto che realizzarla ci è costato poco più di 100 euro –  ha sottolineato Guidarelli – Non vogliamo certo sostituirci al sistema scientifico Arpam – ha aggiunto – Il nostro obiettivo è riuscire a fornire agli anconetani la possibilità di sapere quando le concentrazioni delle velenose polveri sottili fanno scattare l’allarme. Anche e soprattutto in attesa che Comune e Regione rimpiazzino tutte le centraline istituzionali scomparse». E i due genietti con gli amici dell’Hack Lab puntano, nel breve periodo, proprio a colmare quelle lacune. Ad effettuare monitoraggi, cioè, dove il Comune ha spento le cabine: in via Bocconi (appena fuori della galleria del Risorgimento), in via Conca (Torrette), al porto e in piazza Roma. La seconda fase del progetto, quasi al via, «prevede la costruzione di altre scatole nere portatili per i cittadini che ce le chiederanno, per testarle nelle loro zone». E ancora: «Tra una settimana potremo collegare la nostra scatola magica alle reti wi-fi, in modo che chi abita ad Ancona potrà vedere i dati delle rilevazioni sul proprio computer o smartphone, collegandosi a un particolare sito web. E in un futuro non lontano siamo decisi a rendere la scatola sempre più efficiente e interattiva con gli utenti, perfezionandola in modo che legga i valori di polveri anche senza che sia connessa ad internet, ma operando tramite un sistema ad onde radio».

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