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Marcatempo con impronte digitali,
il Garante chiede
8mila euro alla Osimo Servizi

OSIMO – Dopo l’esposto dell’allora consigliera comunale Mariani, nel 2018 l’autority sulla privacy ha inviato una ordinanza ingiunzione alla società partecipata del Comune dopo aver chiesto spiegazioni sulla messa in funzione del sistema di rilevazione presenze dei dipendenti che utilizzava dati biometrici
martedì 10 Settembre 2019 - Ore 10:39
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Foto d’archivio

 

Marcatempo con impronte digitali, il Garante sulla Privacy commina una multa di  8mila euro alla Osimo Servizi. Tutto è inziato a seguito di un esposto inviato dall’allora consigliera comunale Maria Grazia Mariani. «Era il mese di gennaio 2016 quando decisi di fare un sopralluogo in alcune società comunali per capire come erano rilevate le presenze del personale: singolare il risultato:se alla Asso nessuno strumento marcatempo era presente, alla Parko, ora Osimo Servizi spa, era stato appena installato un sistema con le impronte digitali. Come non stupirsi? Si passava dall’età della pietra alla super tecnologia da 007» ricorda l’ex consigliera del Gruppo misto, oggi coordinatrice comunale di Fdi.« Evidenziai sin da subito – prosegue – la necessità di prudenza in tema di raccolta e custodia di dati personali biometrici. Non solo non mi hanno ascoltato, ma noncuranti anche dell’attività investigativa della Guardia di Finanza, la Parko ha continuato nel suo intento mettendo in funzione il sofisticato sistema di rilevazione presenze dei dipendenti, violando le norme sulla privacy».

Maria Grazia Mariani

Così a dicembre 2018 il Garante della Privacy ha notificato alla Osimo Servizi spa una ordinanza ingiunzione con la quale ha applicato alla società del Comune di Osimo la sanzione di 8mila euro.«Un danno considerevole: agli 8mila euro di multa vanno aggiunti i costi sostenuti per tutta la strumentazione acquistata, per l’impianto e per il software.- evidenzia la Mariani – La Parko, un’azienda all’avanguardia, così all’avanguardia che le telecamere al maxiparcheggio non sempre funzionano (è rimasto impunito il furto di 15mila euro), che la cabina del Tiramisù spesso rimane ferma, che pubblica atti a singhiozzo. Però acquista strumenti per rilevare la presenza dei dipendenti (autisti scuolabus) con le impronte digitali. Ora la società ed il Comune di Osimo cercheranno il responsabile del danno arrecato alle casse pubbliche?»

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