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«In carcere per una dimenticanza»
Chiede 15mila euro di danni all’avvocato

FILOTTRANO - Un 54enne cita in giudizio il suo legale ritenendolo responsabile, per una grave colpa professionale, della sua detenzione
mercoledì 11 Settembre 2019 - Ore 12:51
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Il carcere di Montacuto (foto di repetorio)

di Talita Frezzi

Quarantasei giorni di carcere a Montacuto. Una detenzione che poteva essere evitata. Una detenzione di cui un filottranese di 54 anni ritiene responsabile il suo avvocato di fiducia, una nota professionista di Filottrano, perché l’avvocato non avrebbe rispettato i tempi di deposito dell’istanza dell’affidamento ai servizi sociali, istanza che gli avrebbe fatto evitare il carcere. Ora l’uomo ha citato in giudizio l’ex legale, chiedendole un risarcimento danni di 15mila euro. La prima udienza sarà celebrata il 15 ottobre.
Il 54enne era stato condannato per non aver versato gli alimenti ai figli. La sua storia si gioca tutta su una cronologia di date e di scadenze: la sentenza con cui l’uomo veniva condannato a sette mesi di reclusione e la multa di 350 euro emessa dalla Corte d’Appello di Ancona il 25 maggio 2015, è divenuta definitiva in data 8 marzo 2018 con il ricorso in Cassazione dichiarato inammissibile. L’ordine di esecuzione della pena residua con contestuale sospensione, era stato emesso il 17 maggio 2018 e notificato all’avvocato difensore il giorno successivo. Il 6 dicembre 2018 l’ordine di esecuzione della pena con contestuale sospensione veniva notificato al condannato mediante consegna all’avvocato difensore. Quest’ultimo, a mezzo raccomandata con data 12 dicembre 2018, avvisava il 54enne della facoltà di presentare l’istanza per l’affidamento ai servizi sociali. L’uomo che si trovava in Romania dove risiede, dopo aver ricevuto la raccomandata il 3 gennaio 2019 aveva subito contattato il suo avvocato difensore tramite Messenger, inviandole proprio lo stesso giorno la procura via pdf sottoscritta con cui incaricava l’avvocato a presentare l’istanza entro il termine ultimo del 5 gennaio 2019. In ansia per la prossima scadenza per il deposito dell’istanza di affidamento ai servizi sociali, unica chance di evitare il carcere, il 54enne ha inviato un messaggio (il 4 gennaio) al suo legale, sempre tramite Messenger. Le diceva di essere in ansia, preoccupato. E sperava che l’istanza venisse depositata in tempo, circostanza di cui il suo avvocato lo rassicurava rispondendo al messaggio. L’8 gennaio il legale invia un messaggio alle 8,15 al suo cliente, con la rassicurazione che tutto stava procedendo bene, che aveva bloccato il giorno precedente l’ordine di carcerazione con il deposito della relativa istanza. «Ma il 17 gennaio 2019 all’avvocato viene notificata la revoca del decreto di sospensione dell’ordine di esecuzione per la carcerazione e il ripristino dell’ordine medesimo. In esso – come si legge nell’atto di citazione redatto dal nuovo avvocato difensore, Francesco Coppari – veniva espressamente dato atto che l’istanza per l’affidamento ai servizi sociali si appalesava tardiva (sia pure di un solo giorno, considerata la festività domenicale del 6 gennaio 2019) essendo stata depositata alla Procura Generale in data 7 gennaio 2019». Il 54enne, al suo rientro in Italia il 25 gennaio 2019 è stato subito arrestato e rinchiuso in carcere a Montacuto. Tutte le accuse vengono ovviamente rigettate dall’avvocato che nega circostanze e fatti. Ora la parola spetta al giudice.

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