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Fusti di birra come barca d’emergenza
e realtà aumentata per l’arte:
è la Notte dei ricercatori

ANCONA – Compie sei anni Sharper, la serata che ha portato per le strade del centro i progetti e le attività dei vari Atenei. Il Rettore Longhi: «Una festa che ormai si muove sulle sue gambe, io vengo solo a godermela»
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di Martina Marinangeli (foto di Giusy Marinelli)

Una scena del crimine in pieno centro. In piazza Roma si è consumato un omicidio ed il cadavere di un uomo giace ancora al suolo, con la testa sanguinante. No, non è l’inizio di un libro giallo o un cruento caso di cronaca nera: è uno degli stand di Sharper, la Notte europea dei ricercatori. E il quadretto alla CSI è stato allestito dalla Polizia Scientifica, che da tempo collabora con l’Università Politecnica delle Marche per aspetti come il riconoscimento facciale ed il rilevamento delle impronte digitali. Tra piazza del Papa e corso Garibaldi si succedono uno dietro l’altro stand, gettonatissimi come ogni anno, che mostrano il meglio di ogni Ateneo, portando tra le strade della città il meglio della ricerca e della didattica. «Sei anni da Rettore e sei anni di Sharper – commenta Sauro Longhi, orgoglioso per la sua creatura –: il primo anno ho faticato per far comprendere l’importanza di questa festa ai miei colleghi, ma ormai cammina sulle sue gambe ed io vengo solo a godermela. C’è orgoglio da parte de ricercatori, che vogliono mostrare ciò che fanno». E sull’ipotesi che lo vede lanciato nella corsa a palazzo Raffaello nel 2020 non si sbilancia, preferendo un diplomatico «no comment», nell’attesa che si dipani la complicata matassa che vede il livello nazionale indissolubilmente intrecciato a quello regionale.
Intanto, osserva compiaciuto l’eredità che lascia, a poco più di un mese dalla scadenza del suo mandato (il 31 ottobre). Tra i progetti più originali portati a quest’edizione di Sharper, un’imbarcazione composta da 76 fusti di birra in plastica. Tutti rigorosamente riciclati.

«È fatta con materiali ecosostenibili – spiega Matteo Renzi, ricercatore che insieme ai suoi colleghi Matteo Corradi, Cecilia Medici e Prifti Marino ha creato la barca –: abbiamo prelevato i fusti dai bar, intercettandoli prima che li buttassero via. È ancora un prototipo in via di sperimentazione». La sostenibilità ambientale messa al centro dalla ricerca universitaria assume un valore ancora più forte nella giornata del Global strike for future. Anche il dipartimento di Scienze si presenta, tra le altre cose, con studi sui cambiamenti climatici e sull’inquinamento, nientemeno che in Antartide. La professoressa di Scienze Silvia Illuminati da diversi anni organizza e partecipa a spedizioni al Polo Sud per studiare l’impatto del riscaldamento globale su quell’ecosistema così delicato, e quest’anno anche il giovane ricercatore Federico Girolami si cimenterà nell’impresa, a bordo di una nave rompighiaccio italiana.
Stand dedicato anche all’arte, con occhiali ed app per la realtà aumentata che permettono di sorvolare virtualmente su un drone scavi archeologici o di vedere in 3D, toccare e muovere opere pittoriche e disegni, come quelli esposti di Leonardo, «i cui originali si trovano attualmente in mostra al museo di Fano», fa sapere il professor Paolo Clini. Chiusura della kermesse con la silent disco in piazza del Papa.

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