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‘Spese facili’ del Consiglio Regionale,
un’altra richiesta di condanna

ANCONA - Tre anni e quattro mesi la pena pretesa dal pm Ruggiero Dicuonzo per l'ex consigliere Giovanni Zinni. E' il quinto imputato che procede con il rito abbreviato. Sentenza l'11 novembre
giovedì 17 Ottobre 2019 - Ore 20:30
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Giovanni Zinni

 

Tre anni e quattro mesi di reclusione per peculato. E’ questa la pena chiesta del pm Ruggiero Dicuonzo per Giovanni Zinni, finito nel marasma dell’inchiesta ‘Spese facili’ come ex consigliere di ‘Popolo delle Libertà’.  Zinni, difeso dall’avvocato anconetano Stefano Gregorio, è il quinto imputato che ha deciso di procedere con il rito abbreviato nell’ambito del processo bis che vede nel mirino della procura 60 persone a cui viene contestato di  aver indebitamente ottenuto rimborsi per spese non legate direttamente all’attività istituzionale. Assieme a Zinni hanno voluto procedere con l’abbreviato Stefania Benatti, Adriana Mollaroli, Francesco Acquaroli e Lidio Rocchi. Per i primi tre, il pm aveva chiesto durante la scorsa udienza una condanna a due anni di reclusione. Per l’ultimo a quattro anni. La sentenza verrà emessa il prossimo 11 novembre, quando il gup Francesca De Palma deciderà anche sui rinvii a giudizio chiesti dalla procura. A Zinni vengono contestate ‘spese sospette’ per un importo di circa 8mila euro.

‘Spese facili’ del Consiglio Regionale, le prime richieste di condanna

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