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Corruzione in Comune,
tra gli appalti i laghetti del Passetto
Perquisito ufficio dell’assessore Manarini

ANCONA – Nel mirino della Mobile e della sezione giudiziaria della polizia municipale diverse opere pubbliche. Cinque custodie cautelari, in carcere il geometra Simone Bonci, accusato di aver favorito un cartello di quattro imprenditori in cambio di regalie. Ci sono anche altri 30 indagati per vari reati, tra cui abuso d'ufficio, falso in atto pubblico e turbativa d'asta. Distratte somme da fondi pubblici per decine di migliaia di euro - VIDEO
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La conferenza in questura

 

di Martina Marinangeli – foto Giusy Marinelli 

Un cartello di ditte favorito da un funzionario comunale per l’aggiudicazione di appalti pubblici riguardanti ristrutturazioni o intere opere di riqualificazione, come i laghetti del Passetto. Un vero terremoto quello che questa mattina ha colpito il comune di Ancona. Simone Bonci, un geometra di 40 anni della direzione Manutenzioni, frana e protezione civile è stato arrestato e si trova nel carcere di Montacuto, ad Ancona. A mettergli le manette gli agenti dalla Squadra mobile di Ancona. Quattro imprenditori – due di Ancona, uno del sud delle Marche ed uno dell’Abruzzo – sono finiti anche loro in manette e sono agli arresti domiciliari.
«I quattro imprenditori da anni gravitano nei lavori affidati dal Comune per ristrutturazioni ed altri lavori – ha spiegato Carlo Pinto, capo della Squadra mobile, durante una conferenza stampa -. Il reato contestato a tutti è corruzione aggravata, in violazione dei principi cardine della pubblica amministrazione, quali trasparenza ed economicità e rotazione delle imprese coinvolte negli appalti pubblici. L’attività di indagine è stata molto articolata e complessa, condotta dalla squadra mobile e dalla sezione giudiziaria della polizia municipale, nella specifica sezione reati contro la pubblica amministrazione, ed iniziata a fine 2018, articolata durante tutto l’anno, con ogni tipo di sussidio tecnico. Il geometra aveva costituito un cartello in cui era inserita una ristretta rosa di imprese amiche a cui affidata i lavori direttamente e sistematicamente. Lavori accertati per lo più mai eseguiti o in minima parte, con un valore comunque molto inferiore alla somma pubblica erogata. In cambio, questo dipendente, riceveva ogni forma di utilità: lavori in abitazione privata e regali hi tech, dai telefoni alle telecamere ai droni». Un giro di appalti truccati con aggiudicazioni a ribasso poi integrate attraverso varianti che, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, sono costate alle casse casse pubbliche decine di migliaia di euro.

I pm Valentina D’Agostino e Ruggero Dicuonzo coordinano le indagini. «I lavori interessati nel corso degli ultimi anni in strutture pubbliche – ha proseguito Pinto – hanno riguardato i giardini del Passetto, cimiteri, parcheggi. Sono state quantificate somme distratte da fondi pubblici per decine di migliaia di euro. Ci sono diversi appalti di lavori pubblici, per i quali sono stati fatti correttivi in determine per compensare i ribassi che venivano effettuati per vincere la gara. Un sistema di alterazione delle proposte con ribassi, con l’assegnazione di lavori straordinari per rientrare nelle spese, lavori accettati e non eseguiti per reintegrare le somme del vero appalto e, per il corrotto, per pagare le utilità». Nel corso delle indagini sono emerse anche posizioni investigative per altre 30 persone, a cui vengono contestati i reati di falso in atto pubblico, abuso d’ufficio, truffa ai danni dello Stato, violazione del codice degli appalti e turbativa d’asta. Di questi, quasi tutti appartenenti alla pubblica amministrazione, 10 sono stati sottoposti a perquisizione questa mattina ed alcune sono ancora in corso». Tra gli uffici perquisiti, anche quello dell’assessore ai Lavori Pubblici, Paolo Manarini. L’indagine è partita da attenzioni investigative di operatori di polizia all’interno degli uffici attenzionati e per alcune anomalie su lavori che risultavano eseguiti ma non erano poi stati fatti.

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