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Polizia giudiziaria, maggiore Caglioti
sospeso per 10 giorni
Fdi: «metodi da Unione Sovietica»

ANCONA – Il provvedimento ha fatto scendere sul piede di guerra anche i sindacati, con il pesante attacco dell'Ugl e la richiesta, da parte di Fp Cisl, di un incontro con il sindaco e l'assessore al Personale
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Marco Caglioti

 

 

Il maggiore Marco Caglioti, del nucleo di polizia giudiziaria della Municipale di Ancona, ha ricevuto una sospensione dall’incarico di 10 giorni e la decisione ha fatto scendere sul piede di guerra i sindacati, mentre il consigliere comunale di Fratelli d’Italia, Angelo Eliantonio, parla di «metodi da Unione Sovietica. Il maggiore Caglioti è ‘colpevole’ di aver tutelato il segreto investigativo nei riguardi della Comandante Rovaldi. Era il giugno 2019 quando difendevamo il maggiore Caglioti in Consiglio comunale dopo il suo declassamento e lodavamo l’attività di indagine del suo nucleo di PG che stava per essere ridimensionato in termini di organico. Abbiamo appreso ora che in quel periodo eravamo nel vivo dell’indagine esplosa in questi giorni. Perché la comandante Rovaldi – si chiede Eliantonio – ha sostituito poi due agenti appartenenti al suddetto nucleo PG che hanno contribuito in maniera importante all’attività investigativa? Quando il sistema trema il sistema agisce con forza; questa volta con metodi da Unione Sovietica».

Angelo Eliantonio

A difendere il maggiore, scende in campo anche Marino Vincenzo, segretario regionale Ugl Marche Polizia e Funzioni Locali: «come punire chi svolge il proprio dovere in modo corretto e trasparente. È quello che capita ad Ancona presso il comando di PL agli operatori della sezione di polizia giudiziaria, trasferiti ad altro settore, demansionati e sottovalutati. Sono bastati cinque mesi, giugno-ottobre, periodo in cui il comandante Rovaldi ha di fatto azzerato la PG di Ancona attraverso quattro azioni. In primis, l’aver smembrato e trasferito i componenti ad altro incarico, l’ultimo settimana scorsa, con 20 anni di anzianità, a cui è stato imposto il servizio appiedato di quartiere, sostituito con un neo assunto. Poi, l’aver tolto la posizione organizzativa al maggior Caglioti per attribuirla a chi era stato assunto da pochi anni, nessuna esperienza e di grado inferiore, ma soprattutto scandalosamente senza nessuna motivazione. Terzo, la valutazione dell’operato di tutti gli appartenenti al reparto inferiore rispetto agli altri, nonostante siano stati insigniti di elogio solenne per essersi distinti per professionalità e abnegazione. Infine, un procedimento disciplinare frutto del clima lavorativo ormai deteriorato a causa delle insistenti richieste di sapere dell’operato e del comportamento del responsabile della PG e delle mancate risposte giustificate dal segreto istruttorio. Chi lavora onestamente rispettando regole e compiti viene penalizzato. A questo punto vogliamo vederci chiaro sul “fumus persecutionis” che ha visto vessato chi ha la sola colpa di aver fatto il proprio dovere ed aver rispettato quanto previsto per legge». Più diplomatico il segretario generale Fp Cisl Marche, Luca Talevi, che osserva come «il procedimento disciplinare a carico del maggiore Caglioti si inserisca in un momento delicatissimo per tutto l’ente. In attesa che le forze dell’ordine e la magistratura compiano le loro attività con l’obiettivo, auspicato da tutti, di fare al più presto chiarezza, è necessario, a tutela delle persone coinvolte, che si attivino azioni tese a rasserenare il contesto lavorativo ove operano 800 lavoratori molto colpiti da quanto emerso dalle indagini. Il sindacato, per quanto concerne la polizia municipale, ha sempre chiesto il ripristino dei vigili di quartieri e chiarimenti circa le decisioni assunte sulla polizia giudiziaria, settore importante per un comune capoluogo come Ancona. È necessario un incontro Rsu e sindacati con sindaco ed assessore al personale. Stiamo da mesi lavorando per condividere un nuovo contratto decentrato in grado di valorizzare il personale che merita, ma per ottenere questo importante risultato necessita che il sindacato venga messo in condizione di essere ascoltato in materia di organizzazione degli uffici e del loro funzionamento con l’obiettivo di dare voce alla stragrande maggioranza di personale onesto dell’ente».

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