Niente impianto di cremazione ad Ancona:
intesa con Fano per un polo unico,
risparmiato oltre un milione

TEMPIO - Il sindaco Silvetti chiarisce la vicenda dopo lo stop al progetto di Tavernelle. L'accordo con il primo cittadino Serfilippi prevede la gestione in un'unica società. «Accolte le richieste dei quartieri»

Il sindaco di Ancona, Daniele Silvetti

Nessun nuovo impianto di cremazione nel territorio comunale di Ancona, ma una gestione condivisa con la città di Fano che consentirà un risparmio per le casse pubbliche di oltre un milione di euro.
A fare il punto sulla vicenda, ricostruendo passaggi tecnici e decisioni politiche, è il primo cittadino con un intervento affidato ai Social.
«Per il bene dei cittadini e della città avevo promesso i primi di gennaio che avremmo trovato la soluzione per l’impianto di cremazione dopo aver deciso di sospenderne la realizzazione all’interno del cimitero di Tavernelle» spiega il sindaco, intervenendo per chiarire il quadro informativo.
Ripercorrendo le tappe dell’iter, il primo cittadino puntualizza la cronologia degli accordi intercomunali e delle valutazioni tecniche.
«Nel mese di aprile 2026 – spiega – il sindaco di Fano mi propose di entrare in società per realizzare un unico sito per questo tipo di servizio che coordinasse il bacino centro nord della Regione (Fano, Pesaro e Ancona). Presi tempo perché dovevo solo conoscere le ipotesi tecniche che gli uffici erano in procinto di sottopormi su territorio anconetano».
In merito alle ipotesi operative emerse durante l’estate per la collocazione in ambito locale, il sindaco precisa aggiungendo che «Venne sottoposta solo una ipotesi a luglio, quella di Bolignano (nessun altra ipotesi, perché quella delle Saline non esiste, altra invenzione: il comune non ha lotti di proprietà in loco, non ha progetti né ha mai valutato quell’area). Ripeto: Bolignano era solo una proposta tecnica degli uffici e questa Amministrazione non ha mai preso decisioni in merito. L’unico sito realmente mutato è quello di Tavernelle».
Anche sulle cifre economiche arrivate al dibattito pubblico viene fissato un punto fermo. «Le spese – spiega – sin qui realmente sostenute sono 74.000 euro (e non 300.000, altro numero di fantasia)».

La svolta decisiva è arrivata negli ultimi giorni, al termine dei dialoghi con l’amministrazione fanese.
«A settembre si riprende il contatto con Fano dopo aver lavorato per alcuni mesi agli aspetti societari, tecnici e contrattuali, sino alla riunione di due giorni fa con il collega Serfilippi (Sindaco di Fano ndr). L’unico sito che aveva le caratteristiche per ospitare era quello all’interno del cimitero di Tavernelle (come deciso 15 anni fa da altre Amministrazioni), ma decisi di accogliere le richieste e le ragioni di alcuni quartieri di delocalizzarlo altrove di comune accordo con le ditte appaltatrici. Ora si sta costruendo tutto l’iter necessario per gestire con un’unica società, in un sito cimiteriale dove esiste già da anni un impianto di cremazione, con tariffe calmierate per i residenti anconetani».
In conclusione, il primo cittadino rivendica il valore strategico ed economico dell’operazione. «Credo sia il risultato migliore – sottolinea – che anticipa di fatto un Piano di coordinamento, tanto auspicato, tranquillizzando i tanti cittadini dei Borghi, cittadini interessati alla vicenda, Comitati ed Associazioni, con un risparmio per le casse comunali di oltre un milione di euro. Ho ricevuto tantissimi messaggi in queste ore di pieno sostegno e plauso per l’epilogo della vicenda dove l’ascolto è stato centrale anche da coloro che si erano posti contro. Sono ormai alle spalle strumentalizzazioni e cambi di posizione».

Redazione CA



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