Impianto di cremazione, presto
tavolo tecnico con Univpm, Arpam e Ast
per individuare la nuova localizzazione

ANCONA – La giunta ha recepito le indicazioni della mozione approvata in Consiglio comunale a marzo per trasferire la realizzazione del crematorio dal cimitero di Tavernelle in altro sito cimiteriale. Ha poi incaricato gli uffici comunali di avviare lo studio per la nuova destinazione con il sostegno delle competenze delle varie istituzioni, di sospendere i contratti d’appalto già in essere, di redigere le necessarie varianti urbanistiche e di ottimizzare l'utilizzo del mutuo già contratto

Ancona, il rendering del progetto di impianto crematorio

La giunta comunale di Ancona ha recepito le indicazioni di cambiare indirizzo sull’impianto di cremazione nel cimitero di Tavernelle, votate in Consiglio comunale lo scorso 9 marzo. Con  l’approvazione di una mozione sono stati impegnati sindaco ed assessori a individuare una localizzazione alternativa, ritenendo che le proteste del comitato di cittadini rappresentassero un concreto ostacolo alla regolare realizzazione dell’opera. Ora si va verso l’istituzione di un tavolo inter istituzionale per scegliere la nuova localizzazione mentre i contratti d’appalto già attivati saranno sospesi in attesa di ‘traslare’ l’opera altrove. Il progetto originario – ricorda in un riepilogo storico  la delibera di giunta assunta lo scorso 23 aprile – aveva già superato tutte le fasi autorizzative, incluse conferenze di servizi interne ed esterne, ottenendo l’Autorizzazione Unica Ambientale dalla Provincia di Ancona nell’ottobre 2024. Tra fine 2024 e inizio 2025 erano stati aggiudicati il lotto 1 per i lavori edilizi per circa 910.000 euro, e il lotto 2 per gli impianti per circa 570.000 euro. Entrambi i contratti erano stati regolarmente stipulati, la progettazione esecutiva aveva invece subito una sospensione tecnica per verifiche sulla falda idrica.

Nel frattempo si è costituito un Comitato spontaneo cittadino ‘Aria Nostra’, contrario alla collocazione dell’impianto a Tavernelle, che ha depositato una petizione con oltre 4mila firme, e che ha promosso istanze legali di diffida, interessando della questione anche i Ministeri della Salute e dell’Ambiente. Non basta: il Comitato ha richiesto l’indizione di un referendum abrogativo della norma del Piano Regolatore che prevedeva la localizzazione del crematorio a Tavernelle. Adesso la Giunta ha dato attuazione a quella mozione consiliare, disponendo la sospensione dei contratti in corso tramite il Responsabile unico del progetto e avviando di fatto l’iter per trovare un nuovo sito «secondo le competenze di legge». Ha motivato l’adozione del provvedimento «sussistendone le ragioni di pubblico interesse sopravvenute e meritevoli di tutela, in virtù degli indirizzi di pubblico interesse già espressi dal Consiglio comunale». Con la delibera viene inoltre stabilito di mantenere lo stesso progetto già appaltato che dovrà però essere trasferito in un’area più idonea proprio per preservare i contratti e i documenti già in essere. La Giunta pertanto affida agli uffici comunali dell’Area Opere Pubbliche l’incarico di individuare il nuovo sito per realizzare il crematorio; all’Area Pianificazione Urbana di redigere le necessarie varianti urbanistiche; all’Area Contratti di tutelare gli impegni con le ditte aggiudicatarie; infine all’Area Risorse di ottimizzare l’utilizzo del mutuo già contratto.

Entro 15 giorni dalla pubblicazione del provvedimento dovrà, inoltre, essere istituito un tavolo tecnico con Università Politecnica delle Marche, Arpam e Ast per l’individuazione della nuova localizzazione «operando le relative valutazioni in funzione delle rispettive competenze». La delibera non indica quindi alcun sito alternativo specifico ma riporta i vincoli normativi che la nuova localizzazione dell’impianto dovrà rispettare, primo tra tutti quello di essere costruito entro il perimetro di un’area cimiteriale del territorio comunale. Il passaggio successivo sarà quello di riprogettare l’area del Cimitero di Tavernelle «prima deputata al crematorio destinandola eventualmente alla realizzazione di tombe di famiglia da assegnare in concessione tramite apposito avviso pubblico, con logica di valorizzazione sia economica sia di ampliamento dei servizi».

(Redazione CA)



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