Ancona, crematorio a Bolignano:
dubbi e timori ‘sconfinano’ ad Osimo

IL PRESIDENTE del CdQ di San Biagio, Aspio e Santo Stefano, Leonardo Puliti, da giorni in contatto con il Ctp 9 anconetano, si fa portavoce delle preoccupazioni dei residenti temendo «oltre al rischio ambientale, ricadute significative sul territorio che toccano la sfera economica, urbanistica, sociale» e chiede «all'Amministrazione comunale osimana la convocazione urgente di un'assemblea di quartiere»

Leonardo Puliti, presidente del Consiglio di Quartiere di San Biagio, Aspio e Santo Stefano di Osimo

Dopo aver interrotto l’iter amministrativo-urbanistico previsto in origine nel cimitero di Tavemelle anche per le proteste dei comitati dei residenti, il comune di Ancona sembra deciso a localizzare il nuovo impianto di cremazione sul sito dell’ex inceneritore di Bolignano. La nuova scelta territoriale per il progetto ha riacceso il dibattito non solo ad Ancona ma anche ad Osimo. Il tempio crematorio sarebbe infatti realizzato a poca distanza dai confini con la frazione osimana dell’Aspio. Le caratteristiche tecniche del progetto saranno illustrate dagli amministratori comunali di Ancona il prossimo 28 luglio a Bolignano nel corso di un incontro pubblico al quale parteciperanno anche i rappresentanti del Consiglio territoriale di partecipazione 9 di Ancona, competente per giurisdizione. Tra i residenti è già cominciato a serpeggiare il dubbio che l’impianto di cremazione, sebbene non sarebbe costruito in una zona ampiamente popolata, possa compromettere la qualità della vita di questo territorio.

Timore condiviso oltreconfine anche dal Consiglio di Quartiere di San Biagio, Aspio e Santo Stefano di Osimo. Il CdQ, per voce del presidente Leonardo Puliti, ha manifestato in un comunicato «profonda e forte preoccupazione in merito alla decisione dell’Amministrazione comunale di Ancona di individuare l’area dell’ex inceneritore di Bolignano come sito per la costruzione del nuovo impianto crematorio cittadino. La scelta di questa specifica localizzazione, situata sulla collina a ridosso della Rocca e affacciata direttamente sulla valle dell’Aspio, desta un forte allarme tra i residenti dell’Aspio di Osimo, parte importante e integrante del nostro quartiere. Oltre all’impatto ambientale e alle emissioni in atmosfera, la realizzazione di una struttura di questo tipo comporta una serie di ricadute significative sul territorio che toccano direttamente la sfera economica, urbanistica, sociale e psicologica della comunità locale». Il presidente del Consiglio di Quartiere di San Biagio, Santo Stefano e Aspio, fa sapere inoltre «di essere già da giorni in stretto contatto con il Ctp 9 di Ancona per l’organizzazione di iniziative condivise. Si conta di avere aggiornamenti concreti già all’inizio di questa settimana. Il Ctp 9 è il Consiglio Territoriale di Partecipazione del Comune di Ancona, l’organismo che si occupa di promuovere il decentramento e rappresentare le esigenze di diverse frazioni anconetane, tra le quali l’Aspio di Ancona, area immediatamente a ridosso dell’Aspio di Osimo».

Un momento dell’incontro del Circolo Legambiente di Osimo

Parallelamente, il Consiglio di Quartiere chiederà «ufficialmente e con assoluta urgenza all’Amministrazione comunale di Osimo la convocazione di un’assemblea di quartiere aperta a tutta la cittadinanza. È fondamentale che la popolazione venga informata in modo trasparente e che si apra un confronto immediato con le amministrazioni comunali interessate» conclude Leonardo Puliti – Chiediamo di valutare soluzioni alternative che non penalizzino la nostra comunità e il nostro territorio». La questione è stata al centro dei dibattiti anche durante il recente ‘Meeting D’estate’ organizzato dal Circolo Legambiente Osimo, inserendola nel più ampio quadro delle urgenze ecologiche che riguardano il territorio, dal biogas  alla gestione dei rifiuti. Anche una forza politica osimana si è subito schierata. Le Liste civiche ‘Su La Testa’, non rappresentante in Consiglio comunale, nell’esprimere solidarietà agli abitanti dell’Aspio, evidenziando che «non vi è stata alcuna comunicazione preventiva della scelta compiuta dal Comune di Ancona, generando forte apprensione tra i cittadini di Aspio di Osimo. E’ necessaria almeno una riunione del Comune di Ancona con tutti gli abitanti dell’Aspio».



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