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Giornate Cardiologiche del Lancisi,
la medicina marchigiana
è tra le eccellenze internazionali

ANCONA – Si è conclusa ieri la 20esima edizione che in tre giornate ha visto confrontarsi relatori di fama mondiale sulle nuove frontiere tecnologiche, telematiche e sostenute della intelligenza artificiale della cardiochirurgia
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Il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli e il dg dell’azienda Ospedali Riuniti Michele Caporossi (foto d’archivio)

 

È stato l’American Heart Association Simposium Go Red For Woman ( GRFW) powered by artificial intelligence a concludere ieri a Portonovo di Ancona la ventesima edizione delle “Giornate Cardiologiche del Lancisi”. Una tre giorni che ha visto confrontarsi relatori di fama internazionale. «Quest’anno – ha detto il direttore generale di Ospedali Riuniti Michele Caporossi – c’è la novità che abbiamo rilanciato il “brand Lancisi”, un quadrifoglio fatto da quattro cuori che sta a significare non solo le Marche ma il fatto che ci siamo anche per le regioni intorno alle Marche, per dare il migliore servizio di alta specializzazione ai cittadini facendo andare avanti quella tradizione che dagli anni 60 è stata un punto di riferimento per i marchigiani, per gli umbri, per gli abruzzesi, per i pugliesi, per i molisani e tanti altri. Oggi noi con le nuove tecnologie, con le innovazioni, abbiamo più un ospedale virtuale che un ospedale fatto di quattro mura perché il Lancisi vive all’interno dell’ospedale di Torrette, ma è fatto di tanta tecnologia, di tanta telematica e anche di intelligenza artificiale. Ne abbiamo parlato approfonditamente per mettere in piedi un programma che riguarda le cardiopatie delle donne, cardiopatie che sono sconosciute ma letali e insidiose come quelle degli uomini – spesso anche di più -. Abbiamo parlato con la grande coralità di una squadra sempre più forte, composta da grandi professionisti, con tanti giovani che si affacciano nelle nostre file, con un corpo anche di infermieri e di tecnici assolutamente motivati. È stato un grande avvenimento, il mondo ci ha guardato, abbiamo avuto l’American Heart Association con i suoi ranghi al completo. Siamo soddisfatti e mettiamo a disposizione tutto questo lavoro per i nostri cittadini che da noi avranno sempre le giuste risposte per tutti i problemi di cuore».

Gian Piero Perna e Michele Caporossi (foto d’archivio)

«La sanità marchigiana – ha sottolineato il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli – è sicuramente eccellente in tantissimi campi, lo ha dimostrato negli anni trovandosi sempre ai vertici delle classifiche nazionali. Nel caso del cuore, siamo riusciti in questi anni a fare ulteriori passi in avanti con degli indici di crescita in termini quantitativi e qualitativi tali da attirare sempre di più professionisti di grandissima qualità. Esperienze nuove, interventi sempre più complessi e con una qualità degli esiti non paragonabili. Chi si rivolge per un intervento al cuore alla struttura di Torrette sa di poter contare su una eccellenza di carattere nazionale. Siamo sul podio e rappresentiamo un punto di riferimento». Comprensibilmente soddisfatto il direttore Sod Cardiologia e Utic Gian Piero Perna che ha sottolineato come le giornate cardiologiche del Lancisi di quest’anno abbiano avuto «un sapore internazionale che si è articolato su tre temi principali. Il primo è stato quello della presentazione dell’ischemia trial, uno studio internazionale condotto su un campione di 5 mila pazienti che per la prima volta ha comparato la strategia di vascolarizzazione medica immediata del paziente con cardiopatia ischemica versus la terapia medica. È stato un risultato sensazionale perché ha dimostrato che, si decida o meno di vascolarizzate il paziente, la mortalità rimane uguale e quella che cambia è soprattutto la sintomatologia del paziente che ovviamente viene meglio dominata dalla terapia di vascolarizzazione. È stata inoltre evidenziata l’importanza di una nuova tecnologia come la Tac multistrato ultra veloce cambierà moltissimo il nostro modo di fare nel futuro. Il secondo argomento è stato costituito dalle nuove valutazioni del dolore toracico attraverso le nuove tecnologie, in particolare modo attraverso la Tac multistrato e attraverso l’intelligenza artificiale. Il terzo aspetto ha riguardato le donne con il go red for woman. Si pensa erroneamente che le donne abbiano un rischio più basso rispetto agli uomini. Invece la malattia coronarica ha le sue peculiarità nella donna perché oltre ai fattori di rischio tradizionali uguali a quelli dell’uomo ne ha di specifici, in particolar modo alcune condizioni tipiche della gravidanza come l’ipertensione, il diabete».

A queste si aggiungono ci sono malattie tipiche della donna come la dissezione coronarica «che è – ha proseguito Gian Piero Perna- una modalità del comparto dell’infarto miocardico che esiste esclusivamente nella donna e di cui non sappiamo le condizioni predisponenti. Di conseguenza non possiamo neanche attuare una prevenzione personalizzata. Tutto questo fa sì che noi dobbiamo raccogliere tutti i grandi dati in modo da poter avere grandi banche dati da cui poter estrarre quelle che sono le cause di questa alterata mortalità tipica femminile. Ciò è quello che cominceremo a fare da domani». Il dottor Marco Mazzanti, direttore scientifico Intelligenza Artificiale in Clinica Cardiologica a Londra ha parlato del protocollo che sta per nascere nella regione Marche.«Si tratta – ha detto – di un protocollo di lavori a livello scientifico sulla prevenzione della cardiopatia nella donna, quindi la cardiologia di genere che rappresenta un valore aggiunto nei progetti di prevenzione cardiovascolare generale. Si tratta di un progetto unico perché è in collaborazione con l’American Heart Association che da tempo con il sistema Go Red For Woman sta portando avanti nel mondo una campagna di prevenzione strutturata che consente di andare a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari nella donna. È un progetto molto ambizioso che parte dalla regione Marche dove vi è una incidenza di malattie cardiovascolari nelle donne superiore agli uomini. Non si conoscono le cause specifiche ed è proprio questo l’obiettivo ambizioso del progetto che vuole riuscire ad ottenere le informazioni direttamente dalla popolazione, quindi bypassando un po’ anche il sistema di fascicolo sanitario elettronico che di fatto è un sistema forse ancora non interscambiabile tra i vari ospedali. L’obiettivo è davvero ambizioso, il protocollo di intesa è stato firmato tra la società nazionale di cardiologia e l’l’American Heart Association con una fase pilota nella regione Marche. Il protocollo ha una durata di tre anni in cui dovremmo disegnare bene il progetto, sederci con le istituzioni e trovare il modo per poter entrare nella popolazione e non solo parlarci tra noi operatori».

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