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Infarto sugli spalti,
guardalinee salva la vita ad un 70enne:
«Non ci ho pensato due volte»

EROE - Andrea Pizzuti, 29 anni di Montecosaro, è autista-soccorritore alla Croce Verde ed è stato protagonista al termine del match di Eccellenza fra Sassoferrato Genga e Marina. «Ho sentito gridare dalle tribune ed insieme ad un infermiere che si trovava lì abbiamo fatto il massaggio cardiaco in attesa del 118»
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Andrea Pizzuti

 

di Michele Carbonari

Nei campi da calcio, solitamente, i protagonisti sono i giocatori. Domenica scorsa, nella partita di Eccellenza fra Sassoferrato Genga e Marina, la scena è tutta di un guardalinee, esattamente del 29enne Andrea Pizzuti di Montecosaro, sezione Aia di Macerata. Non ci ha pensato su due volte ed è corso in tribuna a fine gara, per aiutare un 70enne colpito da infarto mentre era sugli spalti: gli ha salvato la vita con il massaggio cardiaco. «A fine gara eravamo tutti a centrocampo per i saluti di rito – racconta – Ho sentito gridare dalle tribune, dove un uomo (pensionato ex giocatore del Marina, ndr) si era sentito male. Non ci ho pensato su due volte e la prima cosa che ho fatto è correre verso il cancello e dare i primi soccorsi. Il custode mi ha aperto e ho trovato già un infermiere del reparto di cardiologia di Torrette (padre di un giocatore del Marina, ndr) che stava facendo la prima valutazione. Poi abbiamo effettuato la rianimazione cardiopolmonare. Il defibrillatore ci ha consigliato di non fare lo shock, per cui abbiamo continuato a fare il massaggio cardiaco, in attesa del medico e infermiere professionista. Al loro arrivo ho presentato la situazione e sono riusciti a stabilizzare il paziente. Io sono rientrato negli spogliatoi e mi quando è stato portato via mi hanno detto che respirava e aveva battito, le funzioni vitali erano attive».

Andrea Pizzuti, autista-soccorritore alla Croce Verde di Morrovalle-Montecosaro

Andrea Pizzuti, 29enne autista-soccorritore alla Croce Verde di Morrovalle-Montecosaro, si è trovato nel posto giusto al momento giusto. «Da quando faccio questo lavoro sarebbe la prima volta che riusciamo a salvare qualcuno. Una situazione del genere mi era capitata 5-6 volte, ma forse questa è la prima in cui riusciamo a portare il paziente dalla parte nostra. Tutto dipende da un’insieme di fattori: fortuna e destino». Andrea Pizzuti parla al plurale, perché in quel momento è stato fondamentale anche l’aiuto di un dirigente della squadra locale. «Da soli non si riesce mai a fare nulla, servono almeno due-tre persone. Speriamo di ricevere buone notizie. Sarebbe la gratificazione più grande, non mi serve nemmeno un grazie. Io lo faccio soprattutto per passione, poi per lavoro. Sapere che quel signore può festeggiare il Natale insieme ai suoi cari sarebbe una grande cosa. Speriamo di avergli regalato quella percentuale di vita in più». Sono le bellissime e commoventi parole del giovane 29enne di Montecosaro, per la prima volta soccorritore in un campo da calcio durante una sua partita. Domenica poi la difficoltà maggiore era dovuta agli oltre novanta minuti di corsa che hanno preceduto l’intervento. «È stata una situazione strana, non mi era mai capitata. Ma facendo questo lavoro siamo allenati ad avere più lucidità possibile. All’inizio è subentrata l’adrenalina quindi mi sono trovato subito pronto e attivo. Non ci ho pensato un attimo e ho cercato il primo cancello disponibile per soccorrere. Sono portato a fare questo e mi piace farlo. Ripeto, prima lo faccio per passione e poi per lavoro». Al momento il 70enne si trova ricoverato a Torrette in terapia intensiva, è stato sottoposto ad un intervento ed è tenuto sotto osservazione dai medici.

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