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Festività natalizie, il questore:
«Presenza capillare sul territorio
per dare sicurezza ai cittadini»

ANCONA - Avviato anche un progetto con la Confartigianato per prevenire furti e truffe. «Attenzione anche alle frodi online e agli acquisti incauti»
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Da sinistra: Pierpaoli, Nicolini, Cracovia e Grucci

 

di Federica Serfilippi

«Vigileremo il territorio in maniera capillare in vista delle festività natalizie. E’ il periodo dell’anno che attrae i peggior istinti criminali». Sono le parole usate dal questore Claudio Cracovia per introdurre il progetto avviato con la Confartigianato e presentato questa mattina negli uffici di via Gervasoni. Obiettivo: prevenire furti e truffe, anche quelle informatiche. Per lavorare sulla prevenzione e sull’informazione, poliziotti e operatori della Confartigianato scenderanno in campo in ruoli diversi ma finalizzati alla promozione dello stesso progetto: “Accendiamo la sicurezza. Molto più di un regalo”. Gli agenti pattuglieranno il territorio, ma assieme all’associazione di categoria distribuiranno i depliant per dare ai cittadini e ai commercianti piccoli e semplici consigli per passare le feste in tutta tranquillità. Si va dal classico “non fidarti degli sconosciuti, al “non prendere pacchi”, fino al “fai attenzione alle truffe online”. In campo, nel reticolato della prevenzione, scenderanno  anche gli agenti della Polposta, guidati dalla dottoressa Cinzia Grucci. Il questore Cracovia: «Offriremo tutto il nostro impegno per garantire la sicurezza dei cittadini nel periodo natalizio.  Predisporremo una maggiore presenza sul territorio, presidiando le vie dello shopping, i negozi, i centri commerciali, i mercatini e le fiere. Faremo degli sforzi per garantire a tutti la dovuta sicurezza in un periodo dell’anno dove ci sono fervore e movimento». Marco Pierpaoli, segretario generale della Confartigianato Ancona e Pesaro Urbino, ha sottolineato l’importanza del vademecum, «già distribuito nelle attività del centro». Nella brochure viene promosso anche lo shopping in bottega, fornito da quei negozi che tendono a essere penalizzati da un’epoca «caratterizzata dei centri commerciali e della digitalizzazione degli acquisti».

 

 

 

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