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Chiesa di San Gregorio
verso la riconsacrazione,
sull’altare il capolavoro del Siciolante

ANCONA - Riaprirà a settembre 2020 e ospiterà la famosa pala d'altare. Sorprendente accordo tra Fondazione dell’Arcidiocesi e Segretariato Mibact che avrà in concessione solo l’ex orfanotrofio Birarelli, 16 milioni per ristrutturarlo
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La chiesa di San Gregorio Armeno con accanto l’ex orfanotrofio Birarelli

di Giampaolo Milzi

La chiesa di San Bartolomeo-San Gregorio Armeno (secoli XVI- XVIII), in via Birarelli ad Ancona verrà riconsacrata a riaperta ai fedeli, se tutto va bene, nel settembre dell’anno prossimo, e tornerà contestualmente ad ospitare nell’altare maggiore il capolavoro del Siciolante da Sermoneta; nel frattempo sono al via i lavori per rendere perfettamente agibile l’edificio di culto e soprattutto per ristrutturare l’ex orfanotrofio Birarelli, il cadente e derelitto edificio che poggia sul lato sinistro della chiesa. Queste le notizie inattese alla luce dell’importante atto firmato l’altro ieri dall’architetto Corrado Azzolini, dirigente del Segretariato generale del Ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) per la regione Marche e dal monsignor Angelo Spina, presidente della Fondazione San Paolo controllata dall’Arcidiocesi Ancona-Osimo. Novità sorprendenti, già. Perché il documento appena firmato, relega in parte nel cestino di vecchi comuni intenti i precedenti pre-accordi, già scritti da mesi su due precise bozze di concessione. Entrambe prevedevano il passaggio del diritto di superficie, sia di San Gregorio che dell’ex Birarelli, dalla Fondazione che ne è proprietaria al Segretariato Mibact, che avrebbe potuto utilizzare i due immobili per farne un polo-cittadella della Cultura in pieno centro storico anche legato agli interessi funzionali della Soprintendenza unica delle Marche. L’atto di convenzione firmato l’latro ieri prevede invece, su specifica richiesta dell’arcivescovo Spina, che il passaggio del diritto di superficie avvenga solo per l’ex orfananotrofio, e non per la chiesa, che riacquisirà le funzioni religiose, per la quale tuttavia è presente una clausola che consente al Segretariato Mibact di chiedere e ottenerla per occasionali eventi pubblici. Ed è l’architetto Azzolini a spiegare il rilevante cambiamento di rotta: «Sei mesi fa, insediatomi al Segretariato, ho letto bene le due bozze di concessione ventennale, trovandole poco chiare. Ciò che non andava era soprattutto il fatto che il passaggio di mano sarebbe avvenuto all’atto della firma. Considerando (secondo previsioni più pessimistiche, ndr.), dieci ani per incamerare tutti i finanziamenti necessari per i lavori e altri dieci per la conclusione dei cantieri, avremmo corso il rischio di veder passare 20 anni e perdere subito l’uso dei due immobili».

L’architetto Corrado Azzolini, dirigente del Segretariato generale Mibact per la regione Marche

Cosa cambia ora? Con l’’unico atto appena siglato, vero che il diritto di superficie non vale per la chiesa, che resta a Fondazione e Arcidiocesi tornando in tutto e per tutto ad essere chiesa, ma vale solo per l’ex Birarelli. Il vantaggio per il Mibact, che si accolla tutte le ingenti spese per il restauro della chiesa, oltre a quelle future, è che la concessione per l’ex Birarelli decorre dall’inizio dei nuovi lavori in programma, e per un periodo di tempo non di 20 anni, ma di 99 prorogabili ad altri 99.
Sul piano finanziario, idee chiare, ma tempistica un po’ aleatoria. Azzolini: «Il Mibact ha già approvato un piano che prevede 800mila euro per la completa messa in sicurezza della chiesa, e 12 milioni più 4 per la messa in sicurezza e il progetto di ristrutturazione dell’ex orfanotrofio. I 4 milioni sono quasi tutti già disponibili, gli altri 12 a partire dal 2021 spalmabili su 10 anni». Gli 800mila euro, anch’essi pronti, serviranno in parte per opere di consolidamento delle porzioni esterne di San Gregorio che confinano con l’ex orfanatrofio, cioè il fianco sinistro e la zona absidale. Poi si partirà con l’impresa per l’ex orfanotrofio. Ok, ma che significa 12 milioni spalmabili in 10 anni, non è un periodo troppo lungo? “in realtà prevediamo che i soldi arrivino in doppie tranche per anno, tempi più corti, quindi». In sostanza il Segretariato spera che già a partire dal 2023-2024 l’ex Birarelli sia stato ristrutturato (è quasi pronto il progetto esecutivo per le mura esterne e le strutture portanti). Quindi potrà essere usato per collocarvi gli archivi, le biblioteche ed altri servizi delle due sedi della Soprintendenza unica delle Marche, entrambe in via Birarelli.
Capitolo a parte, il sospiratissimo ritorno nella neo bellissima chiesa di San Gregorio (aperta solo per qualche giorno per una mostra il 14 dicembre 2018 dopo ben 46 anni), della preziosissima pala del Siciolante (oilo su tela del 1570) e la stabile apertura dell’edificio. Annunciate a più riprese anche nel passato recente, come già citato, tutto rimandato a settembre.

Il capolavoro del Siciolante da Sermoneta, pala d’altare un tempo nella chiesa di San Gregorio

Il grande dipinto fu trafugato su ordine di Napoleone nel 1811, portato a Milano e nel secolo scorso affidato alla Pinacoteca di Brera, che poi l’ha trasferito nella sagrestia di una chiesetta di Calcinate, in provincia di Bergamo. Dopo un trattativa di due anni, che prevede come “ricompensa” per la chiesetta di Calcinate un’opera d’arte di Brera, tutto pareva pronto per il rientro ad Ancona, con tanto di schema di convenzione. Ma – secondo fonti ben informate – la dirigenza di Brera, appreso che la chiesa di San Gregorio non sarebbe stata più destinata in uso al Mibact, avrebbe storto il naso. «Non mi risulta, – afferma Azzolini – Contatterò subito Brera e chiarirò tutto. La pala del Siciolante tornerà a San Gregorio a settembre, quando la chiesa sarà perfettamente pronta, per ospitarla in tutta sicurezza, con telecamere, allarme e altri dispositivi. Inoltre m’impegno a far rientrare in chiesa anche le altre quattro antiche, grandi e rilevanti tele pittoriche (che erano ai lati della navata unica, ndr.) e sono custodite dalla Guardia di Finanza e gli altri reperti pertinenti alla chiesa sparsi ad Ancona in varie sedi». I quattro dipinti si trovano dal 1988 nella caserma sede regionale delle Fiamme Gialle con ingressi in piazza del Plebiscito, corso Mazzini e via Zappata, in base ad un accordo allora firmato dall’Arcidiocesi coi militari.

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