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Nerì Marcorè in scena alle Muse

ANCONA - Fino a domenica rappresenta 'Tango del calcio di rigore'. L'attore e la sua compagnia incontreranno domani il pubblico nella sala del Ridotto
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Marcorè sul palco

 

Fino al 12 gennaio è in scena al Teatro delle Muse lo spettacolo ‘Tango del calcio di rigore’, drammaturgia e regia Giorgio Gallione, con Neri Marcorè, Ugo Dighero, Rosanna Naddeo e con Fabrizio Costella, Alessandro Pizzuto, scene e costumi Guido Fiorato, luci Aldo Mantovani, arrangiamenti musicali Paolo Silvestri. La produzione è del Teatro Nazionale di Genova. La Compagnia incontra il pubblico sabato 11 gennaio alle 19 al Ridotto del teatro. Modera l’incontro la giornalista Lucilla Niccolini. ‘Tango del calcio di rigore’ è un affresco su calcio e potere in salsa sudamericana in cui il regista e drammaturgo Giorgio Gallione mette insieme, per la prima volta sullo stesso palcoscenico, tre grandi attori: Neri Marcorè, Ugo Dighero e Rosanna Naddeo. La narrazione parte dalla finale dei Mondiali del 1978. Il 25 giugno all’Estadio Monumental di Buenos Aires l’Argentina deve vincere a tutti i costi contro l’Olanda. Seduto in tribuna c’è il generale Jorge Videla, che ha orchestrato il Mondiale come strumento di propaganda politica, affinché il mondo si dimentichi delle Madri di Plaza de Mayo. Durante i campionati succede di tutto: morte, tortura, desaparecidos, doping, corruzione. Ma è anche il momento di maggiore popolarità e consenso della dittatura Videla, a dimostrazione di come lo sport possa essere usato dal potere come forma di occultamento della realtà o raffinato strumento di oppressione. Un ex-bambino di allora, interpretato da Neri Marcorè, cerca di ricostruire il suo passato di appassionato di calcio, recuperando storie di “futbol”, a cavallo tra realismo magico e realtà storica: le vicende di Alvaro Ortega, l’arbitro colombiano che commise “l’errore” di annullare un goal alla squadra dei trafficanti di cocaina, o di Francisco Valdes, capitano del Cile, costretto a segnare a porta vuota dai militari di Pinochet. Accompagnati da brani di Mercedes Sosa e Astor Piazzolla, arrangiati da Paolo Silvestri, lo spettacolo si muove tra mito e inchiesta, per sfociare poi in “tanghedia”, mix di commedia, tango e tragedia.

 

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