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Choc al cimitero,
trovato un neonato mummificato
«Attendiamo l’esito dell’autopsia»

CHIARAVALLE - La macabra scoperta dei tecnici degli uffici cimiteriali: il corpicino era sopra un'altra bara. Il pm ha disposto accertamenti medico-legali. Il sindaco Costantini: «Crediamo che sia stato deposto nel dopoguerrra, ma è solo un'ipotesi»
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Il cimitero di Chiaravalle

 

di Talita Frezzi

Lavori di recupero di vecchi loculi in base alle normative sulle concessioni al cimitero comunale di Chiaravalle portano alla luce una macabra scoperta. Appoggiato su uno dei loculi più vecchi, il corpicino mummificato di un neonato. Choc per i tecnici degli uffici cimiteriali che hanno effettuato la scoperta. Immediata la chiamata al sindaco Damiano Costantini.

L’ingresso

«Ieri ho avuto questa drammatica notizia e mi sono subito attivato con i carabinieri della locale stazione che sono intervenuti per un sopralluogo – spiega Costantini – la vicenda, delicatissima, è in mano alla magistratura che ha disposto accertamenti medico legali. Posso solo dire che l’ultima tumulazione in quel loculo risale al 1949, durante la seconda guerra mondiale quando la nostra città fu completamente rasa al suolo dai bombardamenti. Oltretutto domani ricorre l’anniversario del bombardamento di Chiaravalle». Una sinistra analogia temporale, poi il sindaco aggiunge: «Presumiamo che quel piccolo corpo, non sappiamo se sia maschio o femmina, sia stato deposto proprio in quel periodo, ma saranno gli accertamenti del medico legale, disposti dalla Procura a stabilirlo con certezza. Attendiamo l’esito delle indagini per fare chiarezza su questa vicenda scioccante».

Ora il piccolo corpicino è stato portato all’istituto di medicina legale di Torrette, in attesa che il medico legale dottor Marco Valsecchi insieme alla dottoressa Loredana Buscemi procedano agli accertamenti disposti dal pm Irene Bilotta. «In quegli anni – aggiunge il primo cittadino – non c’erano neanche i regolamenti di polizia mortuaria, c’erano solo una città devastata dalle bombe e tanta povertà. E’ possibile, se gli esami accerteranno che la morte sia risalita a un periodo post bellico, che il povero corpicino non abbia neanche una relazione parentale con il cadavere dentro al loculo dove era poggiato e che qualcuno lo abbia anche rinvenuto per strada e in un atto di pietà lo abbia sepolto in modo improvvisato. Ma sono solo ipotesi, per ora senza un riscontro oggettivo. Resta da aspettare. E’ doveroso capire come quel neonato sia morto, a che periodo risalga il decesso e se vi siano legami di parentela con chi è sepolto nel loculo, per dare poi una dignitosa sepoltura a questa anima innocente». Certamente anche i medici legali incaricati degli accertamenti avranno non poche difficoltà nell’effettuare le analisi del caso, anche perché si presume che il piccolo corpo sia rimasto lì per almeno 70 anni. Lunedì i medici legali Valsecchi e Buscemi prenderanno l’incarico ufficialmente per procedere agli accertamenti. La salma sarà sottoposta a una autopsia per capire le cause della morte, a una Tac per valutare eventuali lesioni e fratture e a un esame di genetica forense per capire le possibili relazioni parentali con i cadaveri rinvenuti nel loculo. Lo stato di mummificazione in cui si trovava il piccolo corpo, dovuto principalmente alle condizioni ambientali, agevolano il lavoro di analisi dei professionisti, comunque chiamati a lavorare in una condizione particolare e molto delicata.

 

 

 

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