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Giorno della Memoria,
la visita alla sinagoga

SENIGALLIA - Studenti e genitori delle medie 'Marchetti' lunedì hanno partecipato all’iniziativa curata dalla professoressa Paola Pancotti dal titolo: “Non gli ho detto arrivederci”
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La visita degli studenti del coro delle Marchetti, dei genitori e delle autorità alla sinagoga di Senigallia

Lunedì scorso, 27 gennaio, giorno dedicato al ricordo della Shoah, giovani studenti hanno partecipato all’iniziativa, curata dalla professoressa Paola Pancotti, dal titolo: “Non gli ho detto arrivederci”, che ha avuto luogo presso la Sinagoga di Senigallia, riaperta, dopo un restauro, per l’occasione.

Il titolo dell’evento si richiama al libro omonimo di Claudine Vegh che raccoglie le testimonianze dei bambini sopravvissuti allo sterminio e strappati ai loro affetti senza la possibilità di salutare e rivedere i genitori. “… Se avessi potuto dimenticare il passato, forse avrei potuto vivere come gli altri…non ho fotografie dei miei genitori, non ho la loro ultima lettera…. Un solo documento: “Scomparsi…Auschwitz, 1943.”

«Sul “filo” della memoria, sono intervenuti i ragazzi del coro della scuola secondaria di primo grado Marchetti che hanno animato la rievocazione con canti, musiche e letture sul tema di questa giornata; tra i numerosi presenti anche le autorità civili e religiose della nostra città. – ricorda una nota stampa dei genitori degli alunni della scuola Marchetti- I brani scelti hanno voluto ricordare le storie familiari improvvisamente interrotte, le voci dei bambini rinchiusi nei ghetti, le partenze forzate e l’arrivo nei campi. Le musiche, eseguite dai docenti dell’istituto insieme ad amici musicisti, sono state tratte dal repertorio klezmer e yiddish. Le voci dei ragazzi sono state accompagnate da fisarmonica, violino, chitarra, flauti e percussioni. Sulle note della musica tradizionale ebraica per riappropriarsi dei sentimenti e dei ricordi…e ritrovare insieme la vita. Un ringraziamento sentito a Remo Morpurgo e con lui a tutta la comunità ebraica di Senigallia per aver dato l’opportunità ai nostri ragazzi di vivere l’emozione della memoria nel luogo piu’ significativo della nostra città».

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