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Vertenza Auchan-Conad,
fumata grigia in Regione:
resta l’incognita per 487 dipendenti

ANCONA – Lavoratori in picchetto davanti a palazzo Leopardi, dove è andato in scena il primo confronto tra amministrazione regionale, sindacati e proprietà. Si punta ad evitare i licenziamenti, passando per tre direttrici: mobilità volontaria, cassa integrazione e ricollocazione occupazionale. Chiesto un altro incontro a stretto giro di posta. Cgil, Cisl e Uil: «Chiediamo non ci siano esuberi». L'assessora Bravi: «Rivendichiamo la progettualità marchigiana e la tutela dei dipendenti» - VIDEO
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Il tavolo per i negozi ex Auchan/Conad oggi in Regione

di Martina Marinangeli

Vertenza Auchan-Conad: lavoratori in picchetto davanti a palazzo Leopardi, dove nel tardo pomeriggio concluso il primo confronto tra Regione, sindacati e nuova proprietà. Dentro e fuori la sede del Consiglio regionale, il tema è lo stesso: evitare i licenziamenti – sono 487 i dipendenti su cui pende un’incognita – risollevando le finanze di una società in crisi. Chiesto un nuovo tavolo a stretto giro di posta, da convocare già nelle prossime settimane.

 

Il sit-in dei lavoratori

Alcuni dipendenti Auchan, Sma e Simply di fronte a palazzo Leopardi ad Ancona. Il confronto tra il gruppo Conad e le rappresentanze sindacali, organizzato dal presidente del consiglio regionale Antonio Mastrovincenzo, ha visto la partecipazione anche dell’assessora alle Attività produttive Manuela Bora e quella al Lavoro Loretta Bravi. Nel cortile esterno decine di lavoratori di Auchan, Sma e Simply hanno manifestato la loro preoccupazione, brandendo bandiere e striscioni (‘Conad la sede di Ancona vuole risposte’ e ‘Conad licenziamenti oltre le cose’) guidati dai loro rappresentanti sindacali: Selena Soleggiati (Fisascat-Cisl Marche), Barbara Lucchi (Filcams-Cgil) e Fabrizio Bonta’ (Uiltucs-Uil). «Nelle Marche sono coinvolti 1.673 lavoratori – spiegano i sindacalisti-  La preoccupazione è che possano trasformarsi in esuberi i posti dei lavoratori non ancora integrati nella rete Conad. Senza contare che per 73 dipendenti della sede regionale di Ancona il 31 dicembre è già stata attivata la procedura di mobilità e che non sappiamo quale sarà il destino dei 117 lavoratori del deposito di Osimo. Noi chiediamo che tra i lavoratori non ancora passati a Conad non ci siano esuberi e che per quelli in mobilità si aprano procedure di assorbimento all’interno del gruppo».

Uno degli striscioni di protesta

Più in generale i rappresentanti sindacali lamentano un mancato confronto con la proprietà del gruppo. Quello di oggi è stato il primo incontro a livello regionale e Conad ha fatto il quadro della situazione marchigiana: sono in totale 29 i punti Auchan, Simply e Sma nella regione, e di questi, 21 passeranno nella rete Conad (11 alla cooperativa Cia, con 664 dipendenti, e 10 alla Cooperativa Adriatico, con 588 dipendenti). Resta l’incognita per un totale di 487 dipendenti, così distribuiti: 221 dipendenti in otto punti vendita medio-piccoli (per questi, le trattative sono in corso e si punta a chiudere tra maggio e giugno), la struttura di sede di Ancona-Offagna (73 dipendenti, corrispondenti agli esuberi dichiarati da Conad, più tre negli uffici distaccati), il deposito di logistica di Osimo (4 dipendenti diretti e 102 indiretti), la movimentazione di Offagna (2 diretti e 84 indiretti).

L’incontro tra sindacati e lavoratori dopo il tavolo istituzionale

 

Conad ha fatto sapere che, nel suo piano per il 2020, l’obiettivo è evitare i licenziamenti, passando per tre direttrici: mobilità volontaria, cassa integrazione e ricollocazione occupazionale. «La giornata di oggi è importante perché è il primo tavolo territoriale – il commento dell’assessora Bravi – Ciò che è stato trattato al Mise in questi mesi entra oggi in loco. Conad ha evidenziato un grosso lavoro fatto per avviare un’attività di recupero di un’azienda che era in via fallimentare. È il primo di una serie di tavoli e la Regione diventa interlocutore, non più solo auditore al Mise. La Regione c’è e rivendica la progettualità marchigiana e la tutela dei lavoratori. Puntiamo a soluzione attiva, per le politiche passive facciamo sempre in tempo».

 

 

Il tavolo istituzionale in Regione

 

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