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Gostoli esce allo scoperto e detta la linea:
«Non c’è candidatura unitaria nel Pd,
puntiamo su un civico per vincere»

MARCHE 2020 - Il segretario regionale dem certifica la svolta dopo gli incontri con gli alleati: «L’unica soluzione che può costruire qualcosa di più grande e unire tutti, è fuori da noi». Salgono ancora di più le quotazioni di Sauro Longhi
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Giovanni Gostoli

 

«Il Partito democratico deve mettersi a disposizione con generosità di un’alleanza civica per le Marche per fermare la destra estrema». Parole del segretario regionale Pd Giovanni Gostoli all’indomani dell’incontro con gli alleati della coalizione, che conferma quanto anticipato ieri da Cronache e cioè il deciso cambio di rotta in casa dem (leggi l’articolo). Una svolta arrivata dopo mesi di laceranti polemiche interne tra la maggioranza pro Ceriscioli e la minoranza capeggiata dal sindaco di Pesaro Matteo Ricci che avrebbe voluto puntare sulla sindaca di Ancona Valeria Mancinelli e propiziata dall’intervento di Zingaretti dell’altro con cui di fatto sono state definitivamente chiuse le porte alle primarie e a una ricandidatura del governatore uscente. Le parole d’ordine ora per i dem sono diventate quelle di trovare un nome della società civile sui cui far convergere gli alleati e in grado di evitare insanabili lacerazioni nel partito. Certo questa linea deve ancora passare il vaglio della direzione regionale, convocata per lunedì sera, ma la strada ormai appare tracciata.  «È questa la linea politica che mi convince di più prima dei nomi – continua infatti Gostoli – Naturalmente non può che tradursi con una personalità della società marchigiana e civica come candidato a Presidente della Regione Marche capace di parlare oltre i confini dell’alleanza, anche ai tanti dei Cinquestelle che non si rassegnano a lasciare la regione alla destra. La partita è difficile, ma non impossibile. Si può vincere se siamo capaci di aprire una fase nuova con una larga coalizione unita e competitiva. Prima andiamo avanti su questa strada, uscendo da un chiacchiericcio logorante, e prima riusciamo a lavorare per coinvolgere nelle liste persone e realtà civiche con le quali abbiamo già vinto le elezioni amministrative nella stragrande maggioranza dei comuni e delle città». Anche se il segretario evita di parlare di nomi, sul tavolo ce ne sono quattro: l’ex rettore Univpm Sauro Longhi, Roberto Oreficini, vicepresidente della Grande Rischi, Rodolfo Giampieri, presidente dell’Autorità portuale e Gino Sabatini, presidente della Camera di Commercio delle Marche. Con il primo decisamente in pole, sia perché è un nome su cui potrebbe convergere anche l’elettorato grillino, sia perché sarebbe accettato da Ceriscioli stesso e anche dalla maggioranza dem che lo sostiene.  «Il Pd ha tante personalità capaci e autorevoli, capaci di stare tra la gente, ma bisogna riconoscere che nel partito per il dibattito interno di questi mesi non può esserci una candidatura unitaria. I problemi di oggi vengono da lontano e hanno condizionato la percezione della nostra azione di governo – continua Gostoli – Per questa ragione l’unica soluzione che può costruire qualcosa di più grande e unire tutti, è fuori da noi. Dobbiamo essere coraggiosi, è vero, ma anche umili e soprattutto mai arroganti. Dagli alleati della coalizione e da tante organizzazioni economiche e sociali presenti nella società marchigiana, fino al movimento delle Sardine, ci chiedono un cambio di passo, unità e una fase nuova – aggiunge il segretario regionale Pd – Ascoltarli è importante, perché da soli non andiamo da nessuna parte, ma insieme possiamo costruire una nuova stagione per le Marche». Nel caso di Longhi, l’unico problema sarebbe rappresentato forse da Italia Viva (che alle consultazioni si è presentata in ticket con Azione e +Europa) che non ha mai negato di non essere d’accordo sul suo profilo e che peraltro continua ad invocare il nome della Mancinelli.  «Basta polemiche e personalismi, logiche di parte – ammonisce Gostoli – e torniamo a guardare prima di tutto al bene comune. Non è solo buona politica, ma l’unica scelta di buon senso che possiamo fare per i marchigiani. Una grande alleanza civica e un “Piano per le Marche” su cinque grandi priorità, azioni concrete per la vita dei cittadini e della comunità marchigiana – conclude Gostoli – Al primo posto, un patto per il lavoro, il fare impresa e la rigenerazione delle Marche. Poi il tema della ricostruzione post terremoto e lo sviluppo delle aree interne. Un patto per la salute e la sanità pubblica di qualità. Un nuovo sistema di welfare di comunità capace di proteggere le persone. Un progetto per prendersi cura del territorio all’insegna dello sviluppo sostenibile dove l’ambiente non è un tema tra i temi, ma un nuovo paradigma per lo sviluppo».

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