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Il Coronavirus mette a rischio
le gite d’istruzione degli istituti jesini

JESI - L'aggravarsi della situazione sta inducendo ad applicare misure precauzionali sempre più stringenti
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foto d’archivio

 

 

Coronavirus anche in Italia, c’è molta paura. Sebbene i tre casi sospetti registrati nelle Marche siano risultati negativi, l’allarme è altissimo. E l’evoluzione della situazione, che rimbalza sui media e sui social, sta creando una certa apprensione anche per le gite d’istruzione degli istituti scolastici del territorio. Incerta la situazione nelle scuole di Jesi.
Partiranno questa sera alle 22 gli studenti del Liceo scientifico “Leonardo Da Vinci” (le classi degli indirizzi scientifico, scienze applicate, linguistico e sportivo), destinazione Malaga per sette giorni. Gli studenti partiranno da Jesi in autobus per raggiungere Roma e domani mattina, la seconda parte del viaggio in aereo. Proprio la partenza in aeroporto ha creato una certa ansia nei genitori, che fino all’ultimo erano indecisi se lasciar partire i propri figli. Certamente saranno osservate le regole del decalogo emanato dal Ministero della Salute. «Siamo preoccupati – dicono alcuni genitori – sebbene abbiamo ricevuto delle rassicurazioni da parte della scuola, c’è molta incertezza. Sappiamo come i nostri ragazzi partono, ovvio con tutto l’entusiasmo della loro età, ma non sappiamo come torneranno. E se dovessero magari prendere freddo e avere la febbre? Verrebbero messi in quarantena, all’estero? Certamente in valigia non mancano le mascherine». L’istituto, che ha sempre dialogato con le famiglie, ha fatto sapere che se i ragazzi al momento della partenza avessero anche una sola linea di febbre, non sarebbero dovuti partire.

Grande incertezza al Liceo Classico Vittorio Emanuele II, che sta organizzando la gita d’istruzione ad Amsterdam, per primavera. Il corpo docente dovrà riunirsi ancora prima di dare seguito a quella che fino a pochi giorni fa era la certezza di partire. A rischio anche la gita a Berlino di sei giorni che l’IIS Marconi Pieralisi ha programmato per l’inizio di aprile. «Fino a due giorni fa non avevamo alcun dubbio – dice il dirigente scolastico Corrado Marri – infatti il consiglio d’istituto aveva deciso di non annullare la gita. Ma nel frattempo le cose sono cambiate. I ragazzi, 70 circa, vogliono partire per forza, considerando anche che andrebbero in autobus e che nelle sei giornate non andremmo nei luoghi di massima concentrazione di persone, ma in mete d’istruzione ben precise. Anche i genitori erano a favore, ma con l’evolversi della situazione e con le notizie che stanno arrivando la prudenza è d’obbligo, dovremo rivalutare la questione. Entro metà marzo decideremo».

Talita Frezzi

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