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Sofia, il caldo abbraccio di Civitanova:
«La città mi ha sostenuta
Ho sentito il suo calore»

TALENTO - Ieri sera al Rossini la festa organizzata dall'amministrazione per omaggiare la vincitrice di X Factor. Sul palco video, parole e musica: le performance della giovane cantante intervallate dal racconto della sua vita
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Sofia sul palco con l’assessore Gabellieri, il sindaco Ciarapica, mamma Nazarena e papà Giovanni

 

di Laura Boccanera

«Non posso dimenticare il numero 26197, il mio numero alle audizioni a X Factor, siamo arrivati alle 8 di mattina sotto la pioggia e ne siamo usciti alle 21 di sera». Era un numero, oggi è Sofia.

Sofia Tornambene

La civitanovese vincitrice di X Factor ha incantato tutti i presenti al teatro Rossini ieri sera con la sua dolcezza e quella autenticità di 17enne che non è stata scalfita dal successo. Sofia Tornambene ieri ha abbracciato la sua Civitanova, una festa che l’amministrazione ha voluto apparecchiare per omaggiare la star nascente della musica. «Credetemi sono più agitata stasera che ad ogni puntata di X Factor, Civitanova mi ha sostenuta, ho sentito il calore della mia città e mi fa “strano” i bambini che mi incontrano e si emozionano per me». Video, parole e musica, naturalmente, con il conduttore Riccardo Minnucci che ha intervallato alle performance di Sofia il racconto della vita di Sofia. Dagli esordi fino a X Factor, le contaminazioni fondamentali, come quella con Piero Romitelli e l’imprinting dato dal Karate insegnato dal maestro Umberto Tocchetto. C’erano anche loro ieri sera e a sorpresa anche l’altro concorrente maceratese di questa edizione Marco Saltari di Corridonia. Ma soprattutto c’era papà Giovanni Tornambene, inizio di una passione nata a 3 anni, quando Sofia poco dopo aver imparato a parlare, ha imparato a cantare. «Ce ne siamo accorti subito – racconta mamma Nazarena – fin da piccola quando Giovanni suonava in giro la portavamo con noi e una sera, aveva 3 anni, ha detto che aveva imparato a memoria una canzone e voleva cantarla col gruppo, però non era lo Zecchino d’oro, era Marilù di Nicola Arigliano». E così inizia l’avventura che è costellata di tanta “gavetta” fra concorsi e esibizioni, saggi e scuola di canto. A teatro passano le immagini di Sofia che si esibisce giovanissima, la voce più acerba, ma che già presenta quell’intonazione perfetta e quei dettagli che la caratterizzano. «Se non avessi fatto quella gavetta non sarei riuscita a calcare il palco di X Factor – ammette Sofia – All’inizio cantavo ad occhi chiusi, sono cresciuta e maturata tanto grazie a tutto lo staff della trasmissione. La gara alla fine è un pretesto. E poi che emozione cantare con Robbie Williams e Tiziano Ferro».

E Sofia racconta anche aspetti inediti della produzione, come i pranzi e le cene con Sfera Ebbasta, suo mentore nella trasmissione o quell’aurea di divinità dell’ex Take That, scalfita appena dalla vertigine di trovarsi a 25 metri sulla pedana volante durante l’esibizione: «Ebbene sì anche Robbie Williams ha paura», scherza. E poi ci sono le esibizioni ovviamente: Sofia apre lo spettacolo con “Le tasche piene di sassi” di Jovanotti, e poi il suo inedito “A domani per sempre”, sul palco si alterna anche il papà che la accompagna alla pianola, e poi Fix you, ma anche De Gregori con “La leva calcistica del ’68”. Sul palco a raccontare di Sofia anche Piero Romitelli, autore di canzoni e brani: «Era per entrambi la prima volta, non ho una scuola di canto, faccio un altro lavoro. Ho cercato però di dare a Sofia un’identità canora, valorizzare i suoi pregi, e rendere caratteristici e unici i suoi difetti. Oggi come Sofia c’è solo lei». La disciplina, l’impegno la concentrazione con le quali ha farcito il suo talento derivano però da un’altra disciplina, il karate. Umberto Tocchetto la segue da 3 anni, Sofia è cintura arancione e ha fatto degli insegnamenti del karate lezione di vita: «Anche questa passione la devo a papà – ha detto – è stata fondamentale per me a livello personale». Soddisfatti per la riuscita dell’evento il sindaco Fabrizio Ciarapica e l’assessore Gabellieri che hanno voluto fortemente una serata di festa e di omaggio: «Sofia ci onora di essere suoi concittadini – ha detto – siamo fieri di avere tra noi una ragazza così brillante e matura».

(foto Luigi Gasparroni)

 

 

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