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La fibra ottica per studiare i terremoti:
faglie, epicentro e intensità
le misura Meglio

Articolo promoredazionale
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Monitorare i terremoti sfruttando la fibra ottica. Si chiama “Meglio” (Measuring Earthquakes signals Gathered with Laser Interferometry on Optic fibers) l’ambizioso progetto che sarà sperimentato nei prossimi due anni. Si tratta di un sistema innovativo che consente di ottenere dati in modo più preciso ed economico rispetto a quanto faccia la rete sismografica sfruttando la rete di cavi in fibra ottica.

OPEN FIBER LANCIA MEGLIO – I segnali luminosi che attraversano i cavi in fibra ottica, per loro conformazione, subiscono delle variazioni nel caso di movimenti del terreno. Poter monitorare queste variazioni, non solo consentirebbe di individuare e studiare i movimenti delle faglie ma persino di identificare con precisione il luogo in cui si è verificato il terremoto e la sua intensità.
Basta montare due sensori ultrastabili a intervalli regolari sui cavi in fibra ottica impiantati in precedenza da Open Fiber, per poter cogliere le scosse telluriche. Tali rilevatori aiutano a localizzare i sismi con una differenza di rari nanometri, perché registrano la retrodiffusione dei segnali di luce.

NEL MONDO – Il progetto Meglio di Open Fiber è il primo in Italia ma i risultati raccolti all’estero in sperimentazioni simili fanno comunque ben sperare. I cavi in fibra ottica, installati sia in zone sottomarine sia in zone terrestri, sono stati già usati negli ultimi anni per registrare i terremoti, come ad esempio in California e in Islanda. Il progetto californiano, portato avanti da ricercatori delle università di Berkeley e della Rice University, ha permesso di identificare delle faglie sottomarine sconosciute e di registrare movimenti non percepiti dai tradizionali sismografi. I risultati raggiunti dai ricercatori dell’università di Potsdam, in Germania, nel loro studio in Islanda, sono piuttosto analoghi: i rilevatori impiantati sui cavi di fibra ottica hanno aiutato a configurare con molta accuratezza l’insieme di fenditure del sottosuolo, sottolineando spaccature ancora ignote e piccoli moti nel terreno.

PARTNER – Al programma Open Fiber, attraverso cui grazie alle reti in fibra ottica si viene a conoscenza degli eventi sismici, partecipano sia istituzioni pubbliche che aziende private. Collaborano al progetto l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv), che si concentrerà sui risultati ottenuti dalle rilevazioni, l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (Inrm), che determinerà le basi teoriche del programma e i dettagli dei sensori laser, l’azienda Metallurgia Bresciana, che invece li fornirà e l’azienda Pangea, che offrirà il software per catalogare e definire i dati.

I POTERI DELLA FIBRA – L’idea ha provato che le reti in fibra ottica possono essere messe in pratica in numerosi campi, non solo in quelli relativi alla connessione in rete. I primi test sulla supervisione degli eventi sismici sono stati più proficui dei classici sistemi sismografici. La possibilità di avvalersi di cavi di rete già impiantati aiuta a mappare più precisamente le fratture del territorio, a costi inferiori, senza considerare che la precisione di quanto rilevato risulta maggiore: è possibile scoprire anche movimenti altrimenti troppo piccoli da rilevare con i sismografi, con una percentuale di attendibilità molto elevata. I costi di gestione sono minori e i benefici che ne derivano potrebbero essere d’aiuto ad una migliore percezione delle scosse telluriche. I cambiamenti dei segnali di luce che passano per i cavi in fibra ottica possono offrire elementi molto validi per il focus sull’intensità, di come le onde sismiche si muovano e si trasformino nel tempo.
Vodafone, collaboratore di Open Fiber per la trasmissione delle reti in fibra ottica Ftth nei comuni nazionali e in oltre 7000 città appartenenti alle aree bianche del Paese, offre sul sito web lo speed test Fibra e ADSL per la misurazione delle performance di linea, con cui si possono accertare le attività in termini di Upload e Download della propria rete internet.

(Articolo promoredazionale)

 

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