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«Dei 5 milioni per l’emergenza
agli ospedali Asur ne va solo uno
e due per le cliniche private»

LA DENUNCIA del comitato Pro ospedali pubblici Marche contro il provvedimento della Giunta: «Impegno di spesa asimmetrico e ingiustificato. Dei 1.165 pazienti ricoverati per Covid nella Regione Marche, 1.095 sono in strutture pubbliche»
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Una manifestazione del comitato Pro ospedali pubblici Marche prima delle misure di contenimento

 

«La Regione Marche ha destinato alle cliniche private ben 2 milioni di euro dei 5 totali stanziati alle strutture per l’emergenza Covid-19. Agli ospedali dell’Asur (esclusi Pesaro e Torrette) va un milione di euro da ripartire. Siamo increduli, l’ennesimo schiaffo alla sanità pubblica». A denunciarlo il comitato regionale Pro ospedali pubblici Marche che per voce di Beatrice Marinelli, componente del direttivo del comitato, punta il dito contro un provvedimento regionale risalente al 18 marzo.

Nella delibera di Giunta (leggi il testo completo) si assegnano circa «400mila euro all’Inrca, 800mila euro all’Azienda ospedaliera Marche Nord, 3 milioni di euro all’Asur, di cui 2 milioni per gli accordi di convenzione straordinari stretti tra Regione e Ville private e 1 milione di euro residuo da far bastare per tutti gli altri ospedali regionali facente capo all’Asur, ossia da ripartire tra tutti gli ospedali marchigiani ad eccezione di Torrette e di Pesaro – spiega Marinelli -. Un impegno di spesa fortemente asimmetrico ed ingiustificato dal momento che in base ai dati aggiornati al 30 marzo pubblicati dal Gores, dei 1.165 pazienti ricoverati per Covid nella Regione Marche attualmente sono accolti negli ospedali pubblici 1.095 persone di cui 167 in terapia intensiva e 307 in semi intensiva, mentre nelle cliniche private convenzionate sono ricoverati solo 70 pazienti di cui nessuno in terapia intensiva ed 8 in terapia semintensiva».

I componenti del comitato si dicono «increduli ed amareggiati, sia perché avvolta da parecchi giorni in un silenzio generalizzato, sia perché costituisce l’ennesimo schiaffo da parte della presente amministrazione regionale alla sanità pubblica che proprio in questa emergenza sta profondendo il massimo dell’impegno, con uomini e donne sul campo che spesso con turni massacranti e dispositivi di protezione personali centellinati, affrontano quotidianamente, con dedizione e senso del dovere, il pericolo della vita propria e dei propri cari».

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